Scuola al via a Ravenna, la Flc Cgil: "Oltre 1800 precari tra docenti e Ata, i numeri smentiscono il Ministero"
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Redazione Interno
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Con l'avvio del nuovo anno scolastico, la Flc Cgil di Ravenna contesta i dati diffusi dal Ministero dell'Istruzione e del Merito e denuncia una situazione di precarietà strutturale nelle scuole della provincia. Secondo il sindacato, gli istituti ravennati iniziano le attività didattiche con un organico non completamente costituito e con un ricorso massiccio ai contratti a tempo determinato, un quadro che — secondo la sigla — smentisce le dichiarazioni rassicuranti del ministro Giuseppe Valditara sulla copertura dei posti in cattedra.
I numeri del personale docente
Entrando nel dettaglio dei dati raccolti dalla sigla sindacale, a fronte di 262 posti complessivamente disponibili per il personale docente in provincia, le assunzioni a tempo indeterminato effettivamente realizzate si sono fermate a quota 230. Ai posti residui si aggiungono circa 1.500 posizioni tra organico di fatto, spezzoni orari e ore concesse in deroga per il settore del sostegno, destinate ai contratti a tempo determinato.
Un elemento, quest'ultimo, che pesa soprattutto sulla continuità didattica degli alunni con disabilità, per i quali il cambio di insegnante di sostegno rappresenta ormai una costante a ogni inizio d'anno.
La situazione del personale Ata
Il quadro delineato evidenzia forte sofferenza anche per il personale amministrativo, tecnico e ausiliario. Nelle scuole di ogni ordine e grado della provincia si è proceduto all'assegnazione di appena 94 posti autorizzati per contratti a tempo indeterminato, a fronte di un totale di 262 posti previsti in organico di diritto. Nel dettaglio dei profili, per gli assistenti amministrativi sono stati attribuiti 20 ruoli su 64 disponibilità; per gli assistenti tecnici 5 ruoli su 21 posti disponibili; per i collaboratori scolastici 69 ruoli su 177 disponibilità.
Sommando le situazioni di fatto nei tre profili, oltre 300 posti Ata verranno coperti tramite contratti a tempo determinato, compromettendo gestione amministrativa, vigilanza e assistenza tecnica nei plessi.
Le dichiarazioni del sindacato
«Questi numeri impietosi, riguardanti sia il personale docente sia quello Ata, confermano criticità che si rincorrono da anni e per le quali una soluzione reale e definitiva non è ancora stata adottata», osserva Francesca Lo Iacono, segretaria generale provinciale della Flc Cgil Ravenna. «Aumenta la mole di lavoro, le segreterie sono quasi al collasso e in alcuni casi manca il personale scolastico per garantire vigilanza e apertura dei plessi, aumentano le responsabilità ma non diminuiscono i contratti a termine».
Il sindacato rivendica un piano straordinario di assunzioni su tutti i posti vacanti e disponibili, con il superamento del turn over.
Il confronto con i dati nazionali
Il caso ravennate si inserisce in un contesto nazionale segnato da un acceso scambio di cifre tra il Ministero e le organizzazioni sindacali. Il decreto del Presidente della Repubblica del 7 agosto, pubblicato in Gazzetta Ufficiale, ha autorizzato per l'anno scolastico 2026/2027 l'assunzione a tempo indeterminato di 365 dirigenti scolastici, 46.642 docenti — di cui 10.810 di sostegno — 79 unità di personale educativo, 2.628 insegnanti di religione cattolica e 12.284 unità di personale Ata. Secondo la Flc Cgil, tuttavia, le immissioni in ruolo effettivamente realizzate si fermano a 37.430, a fronte di oltre 200mila contratti a termine tra docenti e personale Ata, una stima che il sindacato considera per difetto e destinata a crescere nel corso dell'anno.
Le criticità strutturali e il dimensionamento scolastico
Sullo sfondo delle assunzioni, la Flc Cgil Ravenna segnala anche gli effetti del dimensionamento scolastico sugli istituti comprensivi del territorio, in particolare a Cervia, e la riduzione di nove collaboratori scolastici rispetto all'anno precedente. Una contrazione che, secondo il sindacato, incide direttamente sulla sicurezza degli edifici, sulla vigilanza e sulla gestione delle situazioni di fragilità.
Ai problemi di organico si aggiungono poi le difficoltà legate alla connettività: la segretaria generale nazionale Gianna Fracassi ha denunciato che, scaduto il progetto per la banda ultra larga finanziato dalla Presidenza del Consiglio, centinaia di istituti in tutta Italia sono rimasti senza connessione internet, con un esborso medio stimato in 3-4 mila euro l'anno a carico dei bilanci scolastici.
Le richieste della sigla sindacale
La Flc Cgil Ravenna chiede un confronto di dettaglio con l'Ufficio Scolastico Territoriale per verificare l'impatto reale degli accorpamenti sugli organici di fatto e per chiarire la sorte dei sette posti liberi nel profilo dei funzionari di Elevata qualificazione, gli ex direttori dei servizi generali e amministrativi. «Senza il personale Ata la scuola non riparte», sottolinea il sindacato, secondo cui la demagogia sui grandi investimenti educativi crolla di fronte all'impossibilità quotidiana di garantire persino i servizi essenziali.
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