Mercato, ultime ore in Italia ma all'estero resta aperto: tutte le scadenze
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Redazione Sport
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Mentre in Italia il gong della sessione estiva di calciomercato sta per suonare, con la chiusura fissata per le ore 20 di questa sera, martedì 1° settembre, in molti altri campionati del mondo le trattative potranno proseguire ancora per giorni o addirittura settimane.
Un aspetto, questo, che trasforma i mercati esteri in una potenziale ancora di salvataggio per le società italiane alle prese con giocatori in esubero, ma anche in una minaccia concreta per i club del Bel Paese, i quali potrebbero vedersi soffiare qualche obiettivo da offerte irrinunciabili provenienti da Paesi dove il denaro, si sa, scorre a fiumi.
Le ultime ore in Serie A: l'Italia chiude alle 20
Come da tradizione, il mercato italiano chiude i battenti alle 20.00 in punto. Un orario che, per la verità, non è condiviso da tutti i principali campionati europei. La Bundesliga tedesca e la Ligue 1 francese, ad esempio, hanno fissato la loro scadenza per la stessa ora, creando un ideale fuso orario delle trattative che accomuna Italia, Germania e Francia. Diverso il discorso per Premier League e Liga spagnola, che concedono qualche ora di tempo in più ai rispettivi club: in Inghilterra, per la precisione, la finestra di trasferimenti si chiuderà alle 24.00 (ora italiana, le 23.00 locali), mentre in Spagna lo stop è fissato per le 23.59. Un piccolo vantaggio temporale che potrebbe rivelarsi decisivo per l'ultimo affare dell'estate.
I campionati che restano aperti: Turchia e Arabia Saudita fino a ottobre
Lo scenario cambia radicalmente se si volge lo sguardo verso l'est. La Turchia e l'Arabia Saudita, due mercati che negli ultimi anni hanno assunto un peso specifico sempre maggiore nel panorama calcistico internazionale, hanno deciso di non seguire le orme europee, mantenendo le porte spalancate per un periodo di tempo decisamente più lungo.
La Saudi Pro League, attirata dai riflettori e dai petrodollari, resterà operativa fino al 12 ottobre, dando ai club sauditi la possibilità di intervenire sul mercato quando ormai in Europa i giochi saranno già chiusi da più di un mese. Un calendario, questo, che potrebbe creare non pochi grattacapi ai dirigenti italiani, costretti a fare i conti con la possibilità di perdere i propri gioielli anche a stagione in corso.
Allo stesso modo la Turchia, con il suo campionato che non chiuderà prima del 4 settembre, rappresenta un'opzione concreta per quei calciatori che non dovessero trovare sistemazione entro la serata odierna.
Le scadenze di settembre in Europa: Portogallo, Olanda e Belgio
Anche in alcuni paesi europei, tuttavia, si respira un'aria diversa rispetto a quella di ultimo giorno che si vive in Italia. Il Portogallo, ad esempio, è uno dei campionati che concede più tempo, con la sua finestra di trasferimenti che resterà in funzione fino al 15 settembre, offrendo un ulteriore sbocco per i calciatori in uscita dalla Serie A. Un'opportunità ghiotta anche per i club di seconda fascia, che potrebbero vedere in questo lasso di tempo la chance per piazzare qualche operazione last minute.
Più ravvicinate, ma comunque successive alla scadenza italiana, le scadenze di Olanda (2 settembre), Belgio (3 settembre) e Austria (3 settembre), che rappresentano comunque valide alternative per chi cerca una nuova sistemazione senza dover necessariamente emigrare verso lidi più esotici.
Le conseguenze per i club italiani
La differenza di calendario tra i vari mercati produce inevitabilmente un doppio effetto sui club italiani. Da un lato, rappresenta una valvola di sfogo per le cessioni che non si dovessero concretizzare entro le 20 di questa sera, consentendo ai club di alleggerire il monte ingaggi e di cedere quei giocatori che non rientrano più nei piani tecnici. La possibilità di piazzare un esubero in Arabia Saudita o in Turchia, anche a stagione iniziata, non è certo una novità e, anzi, è diventata una prassi consolidata per molte società europee.
Dall'altro lato, però, il fatto che i mercati di questi paesi restino aperti così a lungo rappresenta una spada di Damocle per le squadre italiane, che rischiano di vedere i propri calciatori più ambiti corteggiati fino all'ultimo giorno utile, con il conseguente rischio di destabilizzare l'ambiente a campionato già cominciato. L'attenzione, in questo senso, è massima su quei calciatori che potrebbero ricevere offerte faraoniche difficilmente rifiutabili.
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