La doppia tragedia sulla 107: morti nello schianto in galleria, parto d’urgenza per salvare la neonata
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Redazione Interno
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Sulla statale 107 Silana Crotonese, all’altezza di San Fili, la notte tra venerdì 17 e sabato 18 aprile 2026 si è trasformata in un quadro di devastazione e disperazione. All’interno della galleria Fiego, uno scontro frontale tra una Fiat Punto e una Peugeot 3008 ha strappato alla vita Luciano Oliva, diciannovenne di Marano Marchesato, e Mariano Moretti, di quarantasei anni, che viaggiavano a bordo della prima vettura. L’impatto, che le prime sommarie ricostruzioni definiscono di una violenza inaudita, non ha lasciato loro scampo; i corpi sono stati estratti dalle lamiere dai vigili del fuoco dopo che le ambulanze del 118, giunte sul posto insieme ai carabinieri e al personale Anas, hanno dovuto constatare l’inutilità di ogni tentativo di rianimazione.
La dinamica, ancora al vaglio della Procura di Cosenza che ha aperto un fascicolo per omicidio stradale, si concentra ora sulle ragioni che hanno portato i due mezzi a invadere la carreggiata opposta all’interno del tunnel. Il traffico è rimasto bloccato per ore in entrambe le direzioni, mentre la Polizia Stradale eseguiva i rilievi tecnici per stabilire, forse, se un malore, una distrazione o un sorpasso azzardato siano alla radice di questo schianto. Tuttavia, a rendere la cronaca di questa notte non una semplice, seppur drammatica, statistica della strada, è il destino degli occupanti della Peugeot.
Una visita di routine e la corsa contro il tempo all’Annunziata
A bordo dell’altro veicolo, una giovane coppia di Amantea stava facendo rientro verso casa. Un viaggio che, come tanti, era iniziato con un appuntamento innocuo: una visita ginecologica di controllo a Cosenza. Lei, giunta ormai alla trentaquattresima settimana di gravidanza, non immaginava certo che quel controllo di routine si sarebbe trasformato in un incubo di lamiere contorte e vetri rotti. Nell’urto, il conducente – suo marito – ha riportato la frattura di una tibia, un quadro serio ma che i medici dell’ospedale Annunziata di Cosenza, dove entrambi sono stati elitrasportati d’urgenza, hanno stabilizzato senza particolari allarmi.
Per lei, invece, la situazione era radicalmente diversa. Il trauma subìto nell’incidente aveva messo immediatamente in pericolo non solo la sua vita, ma quella della bambina che portava in grembo. Non c’era tempo da perdere. Il personale sanitario, resosi conto della criticità delle condizioni della donna, ha deciso di procedere con un parto cesareo d’emergenza nel cuore della notte. Un intervento, questo, che è riuscito a far nascere la piccola, ma che non ha potuto evitarle conseguenze fisiche drammatiche.
La lotta silenziosa per una vita appena iniziata
Se la madre, dopo l’operazione e un periodo di osservazione in terapia intensiva, sembra aver superato la fase più acuta (i sanitari hanno potuto procedere alla sua estubazione), lo stesso non si può dire per la neonata. Le condizioni della bimba sono state definite da subito gravissime. Secondo le prime informazioni filtrate dai referti ospedalieri, la piccola avrebbe riportato una frattura bilaterale del cranio, accompagnata da una diffusa emorragia cerebrale. Trasferita d’urgenza in terapia intensiva neonatale, dove è stata intubata, la sua vita è appesa a un filo sottilissimo mentre i medici combattono per stabilizzarla.
Si è consumata così, in poche ore, una doppia tragedia: da un lato il dolore assoluto delle famiglie di Marano Marchesato, che piangono due vittime – un giovanissimo di diciannove anni e un uomo di quarantasei – la cui esistenza è stata spezzata mentre percorrevano un tratto di strada che probabilmente conoscevano a memoria; dall’altro l’angoscia di una neo-mamma, costretta a vegliare dal proprio letto d’ospedale su una figlia che lotta tra la vita e la morte. La Procura, nel frattempo, continua ad acquisire elementi per ricostruire quei secondi fatali all’interno della galleria Fiego, dove un normale venerdì sera si è trasformato in una strage annunciata e in una corsa disperata per salvare chi ancora poteva esserlo.




