Google punta al “cervello” dell’auto: Android Automotive non è solo un display

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Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   Che per anni l’esperienza a bordo sia stata ridotta alla qualità dello schermo centrale, quello da cui si accedono mappe, musica e qualche app di navigazione, è un limite che Google ha deciso di superare. E lo fa spostando l’attenzione da ciò che si vede, ciò che si tocca sul display, a ciò che governa, in profondità, il comportamento stesso del veicolo. Android Automotive, insomma, non è più soltanto un sistema per l’infotainment, per quanto evoluto: l’obiettivo dichiarato, perseguito attraverso una strategia che mescola sviluppo software e rapporti con i costruttori, è trasformarlo nel sistema operativo di riferimento per i cosiddetti Software-Defined Vehicles, quelle vetture – ormai sempre più diffuse – dove le funzioni principali, dalla climatizzazione alla gestione delle chiavi digitali, dipendono da aggiornamenti over-the-air e non più da interventi meccanici o da hardware fissi.

Il paradosso dei software-defined vehicle e l’ambizione di Google

L’architettura delle auto moderne, in questo passaggio epocale verso il dominio del software, si è rivelata però un labirinto. Ogni casa automobilistica, per anni, ha sviluppato una propria piattaforma, assemblando soluzioni provenienti da decine di fornitori diversi, con il risultato di investire una mole di risorse ingente nella sola gestione dell’infrastruttura digitale. Una frammentazione che, paradossalmente, ha allontanato il settore da quell’obiettivo di aggiornabilità e semplicità d’uso che invece si proponeva di raggiungere. Ed è proprio in questo vuoto, in questo spazio di complessità non risolta, che Google prova a inserirsi con forza: portando Android Automotive non come un’opzione aggiuntiva, ma come il “cervello” unico in grado di coordinare i vari sottosistemi, dalle radio digitali al climatizzatore, passando per la gestione delle app e dei servizi connessi.

Android Auto 16.5, il segnale di un cambiamento più profondo

Mentre la strategia a lungo termine si muove su un piano quasi strutturale, il presente porta con sé aggiornamenti che, in apparenza, potrebbero sembrare di minore impatto. L’arrivo di Android Auto 16.5, ad esempio, non stravolge l’interfaccia né mette in mostra funzioni eclatanti a prima vista. In superficie, per dirla tutta, assomiglia a un classico intervento di manutenzione: si parla di maggiore stabilità, di preparazione del terreno per integrazioni più profonde con la radio, con i widget, con i comandi del climatizzatore. Eppure, è proprio in questo lavoro sotterraneo, in questa fase di consolidamento, che si legge la volontà di rendere il sistema sempre più pervasivo, fino a fargli gestire quelle stesse funzioni quotidiane che oggi – dalla pre-climatizzazione programmabile al mattino fino all’uso dello smartphone come vera e propria chiave di accesso – dipendono da ecosistemi separati.

Dall’infotainment al controllo totale: l’evoluzione silenziosa

La differenza, sostanziale, è nel cambio di prospettiva. Fino a poco tempo fa, per molti utenti Android Automotive coincideva con ciò che appariva sul display centrale: un punto di accesso a mappe, streaming musicale e app compatibili, insomma una sorta di cruscotto digitale per l’intrattenimento di bordo. Oggi, l’espansione di cui parla Google è di natura diversa, perché l’idea è quella di far sì che la piattaforma non si limiti a offrire servizi, ma diventi lo strato fondamentale su cui si costruisce l’esperienza complessiva del veicolo. Un’operazione, questa, che richiede evidentemente il superamento di un paradosso: rendere semplice per il conducente una complessità tecnica che, sotto la superficie, rimane elevatissima. E se da un lato questa trasformazione promette aggiornamenti più rapidi e funzioni prima impensabili, dall’altro costringe i costruttori a rivedere radicalmente il modo in cui progettano e assembrano i propri moduli, rinunciando – almeno in parte – a quelle architetture proprietarie che fino a ieri rappresentavano un elemento di distinzione.

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