Il giallo sulla morte del giornalista Daniele Compatangelo: il corpo a Washington e i dubbi della madre

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Un lungo silenzio, un messaggio su WhatsApp che arriva da un numero sconosciuto e una madre che, dopo un mese di attesa, si chiede ancora cosa sia realmente accaduto a suo figlio.

La scomparsa di Daniele Compatangelo, corrispondente da Washington per La7 e volto noto del giornalismo italiano, avvenuta lo scorso 20 luglio, si sta trasformando in un caso dai contorni sempre più fitti di interrogativi, con la salma ancora trattenuta negli Stati Uniti e le autorità che sembrano procedere con cautela su quella che inizialmente era stata definita come la morte per cause naturali.

Il ritrovamento e le prime ipotesi

Il corpo del giornalista, originario di Savona e da tempo stabilitosi nella capitale statunitense, venne rinvenuto nella sua abitazione ad Arlington, in Virginia, la mattina del 20 luglio. Secondo quanto ricostruito, il decesso sarebbe avvenuto in un arco di tempo precedente a quella data. L'ultima volta che Compatangelo sarebbe stato visto in vita risale alla serata di venerdì 17 luglio, quando aveva cenato con un collaboratore accusando un malessere, un dolore al petto e un senso di affanno, senza però recarsi in ospedale.

La segnalazione alla polizia scattò solo il lunedì successivo, quando i colleghi, preoccupati per la mancata consegna di alcuni video e per la sua assenza di risposte, lo cercarono direttamente a casa. I primi accertamenti sul posto esclusero immediatamente la presenza di segni di violenza sul corpo, orientando le indagini verso l'ipotesi di un malore improvviso, forse un infarto.

La lunga attesa della famiglia e i primi dubbi

Nonostante la prima ricostruzione, il lungo iter burocratico per il rimpatrio della salma ha acceso i riflettori su un caso che, per la famiglia, appare tutt'altro che chiaro. La salma del giornalista, prevista in Italia a bordo di un volo United Airlines il 2 settembre, è rimasta bloccata per oltre un mese negli Stati Uniti a causa della complessa macchina burocratica americana, aggravata dal fatto che Compatangelo possedesse anche la cittadinanza statunitense.

La madre, Renata Freccero, in un'intervista rilasciata al Secolo XIX, ha espresso tutto il suo sconforto e i suoi dubbi, rivelando di aver ricevuto un messaggio Whatsapp da un numero sconosciuto che le avrebbe riferito di non fidarsi di ciò che le veniva detto sulla morte del figlio. A questo si aggiunge il fatto che l'autopsia preliminare, eseguita a circa una settimana dal decesso, non sarebbe stata esaustiva, tanto che i tempi per quella definitiva potrebbero estendersi fino a dodici settimane.

"Forse pensano sia stato avvelenato": la rivelazione della madre

La madre del giornalista, in quelle stesse dichiarazioni, ha portato alla luce un elemento che aggiunge ulteriore mistero alla vicenda: “Forse le autorità Usa hanno dei dubbi, pensano sia stato avvelenato”. Un'ipotesi, quella dell'avvelenamento, che non sarebbe stata però ufficialmente avanzata dalla polizia di Arlington, la quale continua a escludere piste legate a un crimine o a un reato nell'appartamento.

La donna ha poi accostato questi presunti sospetti al profilo professionale del figlio, ricordando la sua posizione di rilievo come corrispondente dalla Casa Bianca e i suoi contatti diretti con l'entourage del presidente Donald Trump, ritenuti da molti un unicum per un giornalista italiano e fonte di invidie professionali.

L'ultimo scoop e il giallo di Washington

L'eco mediatica della sua scomparsa è amplificata dal ricordo del suo ultimo grande scoop, la telefonata esclusiva con Trump che scatenò un incidente diplomatico con la premier Giorgia Meloni, quando il presidente americano dichiarò che la leader italiana lo aveva "implorato" per un selfie. Tuttavia, al di là della cronaca politica, a tenere banco è ora il giallo sulla sua morte.

Dopo che le esequie erano state inizialmente programmate per il 3 settembre a Roma e per il 5 a Sauze di Cesana, la data del rimpatrio è stata confermata per il 2 settembre, con il funerale che si terrà a Roma presso la Chiesa degli Artisti il 3 settembre. Il lungo silenzio delle autorità americane e le parole della madre continuano ad alimentare gli interrogativi su quanto accaduto realmente nelle ultime ore di vita del giornalista.

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