Violenti a Roma, identificati quaranta manifestanti, tra cui diverse donne

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Redazione Interno Redazione Interno   -   A Roma, durante i recenti disordini, sono state identificate almeno quaranta persone, tra cui diverse donne, già riconosciute in altre manifestazioni. Gli agenti feriti sono stati dieci. Bombe carta, fumogeni, bottiglie di vetro e sampietrini sono stati lanciati contro la polizia da diversi uomini, ma anche da molte donne, alcuni dei quali già identificati dalla Digos. Il timore è che questo sia solo l'inizio, poiché lo schema potrebbe ripetersi cambiando quartiere: annuncio via social, sempre sotto il nome di Ramy.

A Bologna, dopo gli scontri per Ramy, arrivano i Patrioti. Il sindaco Lepore ha invitato tutti ad abbassare i toni senza provocazioni. Non si è ancora finito di fare i conti con quanto successo sabato 11 gennaio, quando una manifestazione per Ramy, il ragazzo morto a Milano in seguito a un inseguimento con i carabinieri, si è trasformata in guerriglia urbana in pochi minuti. Già si deve guardare a un altro weekend di possibili tensioni. Nei giorni scorsi, infatti, la Rete dei Patrioti, già presente in città il sabato di scontri di inizio novembre in piazza XX Settembre, ha annunciato di voler tornare per le strade di Bologna.

Ramy, per loro, è solo un pretesto: i centri sociali cercano le violenze e la sinistra li giustifica. C'è una parola d'ordine che sta passando a sinistra in relazione alle violenze andate in scena alle manifestazioni per Ramy: disagio sociale. La utilizzano oggi il sindaco di Napoli e presidente dell'Anci, Gaetano Manfredi, il sindaco di Torino, Stefano Lo Russo, e anche una persona solitamente lucida come Marco Boni Castellane, che commenta gli scontri di piazza "voluti". L'impressione è che in molti ambienti non si aspettasse altro. Se c'è qualcos'altro dietro la vicenda di Ramy, non verrà mai saputo con certezza, ma una tra le impressioni diffuse è che ai cortei di questi giorni ci si scontri con le forze dell'ordine per ben altri motivi rispetto alla morte del ragazzo passeggero del motorino in fuga da una volante a Milano lo scorso 24 novembre.

"Noi non siamo in un dibattito normale, ma in un insieme di slogan per galvanizzare le truppe": secondo il giornalista de La Verità, Boni Castellane, è l'agenda politica che anima gli scontri come quelli del quartiere San Lorenzo, non la ricerca di ciò che è effettivamente accaduto a Ramy Elgaml.

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