Gianluca Scamacca, lesione all’adduttore: l’atalanta e la nazionale perdono il centravanti

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Redazione Sport Redazione Sport   -   L’ombra lunga dell’infermeria si allunga sul momento decisivo della stagione, colpendo al cuore sia le ambizioni europee dell’Atalanta che il cammino della Nazionale verso il Mondiale. Gianluca Scamacca, il centravanti classe 1999 che doveva essere una delle bocche da fuoco principali sia per Raffaele Palladino nel rush finale del campionato che per Gennaro Gattuso nel playoff, si è fermato. Gli esami strumentali a cui è stato sottoposto hanno evidenziato una lesione muscolo-fasciale all’adduttore destro, un verdetto che lo costringe a fermarsi immediatamente.

Il comunicato ufficiale del club bergamasco, nel riportare l’esito degli accertamenti, ha precisato che il calciatore ha già iniziato il protocollo riabilitativo idoneo a gestire la situazione; la prognosi, in questi casi, dipenderà esclusivamente dall’evoluzione del quadro clinico-strumentale nelle prossime settimane. Si tratta di un infortunio che arriva nel momento peggiore possibile: solo ventiquattr’ore prima, il nome di Scamacca era stato inserito nella lista dei 28 convocati dal ct azzurro per la semifinale contro l’Irlanda del Nord, in programma giovedì a Bergamo. Un’assenza, la sua, che si configura come una tegola pesantissima per Gattuso, costretto a fare i conti con la prima emergenza ancor prima che il raduno di Coverciano entrasse nel vivo.

Stop che si allunga tra campionato e coppe

Le conseguenze di questo stop non riguardano soltanto la maglia azzurra. Per l’Atalanta, infatti, il classe ’99 salterà con certezza la sfida di campionato contro l’Hellas Verona, in programma domani pomeriggio alla New Balance Arena. Ma le previsioni più ottimistiche escludono un suo recupero immediato: stando alle prime valutazioni, i tempi di riabilitazione potrebbero estendersi fino a tre settimane, un arco temporale che lo renderebbe indisponibile anche per le successive trasferte di Lecce e, probabilmente, per il big match contro la Juventus in calendario ad aprile. Una battuta d’arresto che arriva dopo una stagione nella quale l’ex Sassuolo aveva già dovuto gestire altri stop fisici, tra cui un’infiammazione al ginocchio in autunno e un problema muscolare a gennaio.

Per Palladino, che insegue la qualificazione alle coppe europee in una classifica serrata, perdere il proprio centravanti in questo frangente significa rivedere gli equilibri offensivi. Per la Nazionale, invece, la defezione di Scamacca apre un vuoto nel reparto avanzato. Il ct Gattuso, che aveva puntato sulla fisicità e sulla capacità di fare salire la squadra del numero 91, si trova ora a dover valutare le alternative. Tra le ipotesi circolate, quella di pescare tra gli esclusi dell’ultima lista per aggiungere una punta di ruolo, un’eventualità che riaprirebbe le porte a profili come Colombo o Piccoli, oppure quella di optare per un esterno offensivo aggiuntivo, magari duttile, per sopperire alla mancanza di peso specifico in area.

Le ripercussioni in chiave azzurra

L’assenza di Scamacca si somma ad altre situazioni di incertezza che stanno tenendo in ansia lo staff tecnico azzurro. Se per l’attaccante il forfait è già certo, restano da valutare le condizioni di altri calciatori convocati, come nel caso di Alessandro Bastoni, fermo per un problema alla fibula che lo ha già costretto a saltare l’ultimo turno di campionato con l’Inter. L’allenatore, insomma, dovrà ridisegnare la propria struttura offensiva in pochi giorni, cercando di recuperare al meglio le energie dei giocatori rimasti a disposizione. La semifinale contro l’Irlanda del Nord si avvicina, e il margine di manovra per esperimenti tattici si riduce drasticamente senza il centravanti titolare.

Per l’attaccante, si tratta di un’occasione mancata. Scamacca stava attraversando un buon momento di forma, come dimostrano le 12 reti messe a segno in stagione tra campionato e coppe, compresa una doppietta decisiva pochi giorni fa contro l’Udinese che aveva rianimato le speranze europee dei bergamaschi. La sua capacità di fare sponda e di attaccare la profondità rappresentava una delle chiavi tattiche principali sia per la Dea che per l’Italia. Ora, il suo percorso di recupero sarà monitorato con attenzione dal club, mentre la Nazionale dovrà imparare a fare a meno della sua presenza fisica nel cuore dell’area di rigore.

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