Atalanta, tegola Scamacca: lesione all’adduttore destro, l’attaccante salta il Verona e i playoff mondiali con l’Italia
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Redazione Sport
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L’infermeria di Zingonia si è fatta improvvisamente più affollata a poche ore dal fischio d’inizio della trentesima giornata di Serie A, ma il contraccolpo più pesante, quello destinato a riverberarsi ben oltre i confini del campionato, arriva dalla Nazionale. Gianluca Scamacca, il centravanti dell’Atalanta su cui Gennaro Gattuso aveva deciso di puntare per la sfida decisiva dei playoff mondiali, si è fermato. Gli esami strumentali a cui è stato sottoposto nelle scorse ore hanno infatti evidenziato una lesione muscolo-fasciale all’adduttore destro, un verdetto che costringe il numero 9 nerazzurro a uno stop forzato proprio nel momento più caldo della stagione.
La diagnosi, diffusa attraverso i consueti canali ufficiali del club, parla chiaro: il danno, localizzato nella zona dell’adduttore, ha già innescato il protocollo riabilitativo idoneo al caso, anche se la prognosi – come spesso accade per questo tipo di infortuni – resta sospesa all’evoluzione del quadro clinico-strumentale dei prossimi giorni. Ciò che appare già certo, però, è l’impossibilità per il calciatore di scendere in campo domani pomeriggio alla New Balance Arena contro l’Hellas Verona; un’assenza pesante per Raffaele Palladino, che perde così un punto di riferimento offensivo nella corsa dell’Atalanta verso la zona europea della classifica.
Lo stop, però, avrà conseguenze ben più rilevanti sul fronte azzurro. Scamacca, che era stato inserito nella lista dei 28 convocati dal commissario tecnico per la semifinale play-off di giovedì 26 marzo – un match secco, in programma proprio a Bergamo, contro l’Irlanda del Nord – sarà costretto a rinunciare alla chiamata. L’obiettivo di Gattuso, quello di poter contare sulla fisicità e sulla capacità di tenere la profondità del classe 1999 per tentare di abbattere il fortino nordirlandese, è sfumato a pochi giorni dal raduno. L’attaccante, che in questa stagione tra campionato e coppe aveva ritrovato continuità e fiducia, segnando anche in Champions League contro il Dortmund, dovrà dunque osservare un periodo di riposo assoluto.
Un doppio stop che cambia i piani
La natura della lesione muscolo-fasciale, pur non essendo tra le più gravi nel vasto panorama degli infortuni muscolari, impone inevitabilmente dei tempi tecnici di recupero che risultano incompatibili con l’imminente impegno internazionale. Le stime iniziali, sebbene ancora da verificare con l’evolversi delle prossime terapie, parlano di uno stop che potrebbe assestarsi sui 15-20 giorni; questo slittamento cronologico lo metterebbe fuori causa non solo per l’impegno con l’Italia, ma anche per le successive sfide di campionato. La sosta per le nazionali, paradossalmente, rappresenterà per l’ex attaccante del Sassuolo l’unica finestra utile per tentare un recupero che si preannuncia comunque lungo, con l’obiettivo – al momento – di riaverlo a disposizione per gli impegni cruciali di metà aprile.
Si tratta, questo, dell’ennesimo capitolo sfortunato nella carriera di un attaccante che, dopo aver superato i lunghi problemi al ginocchio che ne avevano condizionato l’intera annata precedente, sembrava aver finalmente trovato una condizione fisica ottimale per esprimere il suo potenziale. La perdita per Gattuso, in particolare, rappresenta un elemento di rottura rispetto ai piani tattici preparati per la semifinale: Scamacca era considerato un elemento fondamentale, capace di fare da sponda per gli inserimenti dei compagni e di garantire una presenza fisica che l’Irlanda del Nord, squadra ruvida e abituata a soffrire in difesa, avrebbe certamente temuto.
Il vuoto lasciato in attacco
Mentre a Bergamo si attende di capire con esattezza i tempi di rientro, consapevoli che la classifica dell’Atalanta (attualmente settima) impone un immediato cambio di passo nella gestione delle risorse offensive, il ritiro della Nazionale si prepara a fare a meno di uno dei suoi terminali più prolifici. L’attaccante ha già iniziato il percorso riabilitativo presso il centro sportivo, sottoponendosi a terapie specifiche per ridurre l’infiammazione e per preservare il più possibile il tono muscolare, nella speranza di limitare i tempi di stop a quelli strettamente necessari.
Per Gattuso, invece, si aprono ora scenari di scelta obbligati tra i 27 elementi rimasti in lista, con la necessità di rivedere le gerarchie del reparto offensivo in vista di una partita secca che vale l’accesso alla finale dei playoff mondiali. La tegola Scamacca, in definitiva, si abbatte con violenza su due fronti: quello di un club che insegue l’Europa e quello di una Nazionale che, a pochi giorni dal match decisivo, si ritrova a dover rinunciare a uno dei suoi punti di forza più autentici, privandosi di quella fisicità e di quell’imprevedibilità che solo un attaccante del suo calibro può garantire in una sfida ad alta tensione come quella contro l’Irlanda del Nord.




