Tamberi infinito, l'oro a Birmingham. La doppietta azzurra con Sioli
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Redazione Interno
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Nella serata di Birmingham, quella che doveva essere una finale dal pronostico tutto sommato incerto, si è invece trasformata nell'ennesimo capitolo di una carriera che ormai rasenta il mito. Gianmarco Tamberi, il campione olimpico di Tokyo 2021, ha riconquistato il titolo europeo nel salto in alto, e lo ha fatto con una prestazione che profuma di rivalsa.
Un 2,32 al secondo tentativo, una misura che non toccava da due anni, gli è valsa la medaglia d'oro, regalando al pubblico italiano e a quello presente al National Indoor Arena una dimostrazione di carattere e tecnica che solo i grandi sanno esprimere quando il conto alla rovescia è terminato.
La finale e il duello con l'ucraino
La finale si era ridotta a un faccia a faccia tra tre atleti, una lotta che ha via via escluso gli altri concorrenti. Alla fine, sul tappeto di gara, sono rimasti solo l'azzurro, l'ucraino Oleh Doroshchuk, primatista stagionale e favorito della vigilia, e l'altro italiano Matteo Sioli. Il giovane Sioli, purtroppo, ha dovuto alzare bandiera bianca a 2,30, fermato da un problema fisico che non gli ha permesso di spingersi oltre. Il duello si è quindi concentrato su Tamberi e Doroshchuk, un confronto che il marchigiano ha gestito con l'esperienza di chi ormai di finali ne ha viste e vissute tante.
La misura di 2,30 è stata superata da entrambi, ma quando l'asticella è salita a 2,32, la musica è cambiata. Doroshchuk ha fallito i suoi tentativi, mentre Tamberi, con un salto potente e pulito, è riuscito a superarla al secondo tentativo, scatenando l'esultanza che lo contraddistingue e che ormai è uno dei marchi di fabbrica dell'atletica italiana.
Un anno di sacrifici e la dedica speciale
Quella di Birmingham, per Tamberi, non è una vittoria qualsiasi. È il quarto titolo europeo della sua carriera, un traguardo che lo porta a eguagliare Nadia Battocletti in cima al medagliere azzurro per numero di ori continentali. Un risultato che sembrava quasi impossibile a inizio stagione, quando l'atleta aveva disputato solo due gare prima di questi Europei, con un riscontro di misura che non andava oltre i 2,23 metri. La crescita di condizione è stata esponenziale e la finale di Birmingham ne ha dato la prova tangibile.
Nel giorno del primo compleanno della figlia Camilla, la dedica del campione è andata proprio a lei, a dimostrazione di come la sfera privata e quella professionale si intreccino in un momento di gioia assoluta. Tamberi ha voluto sottolineare come molti lo dessero per finito, per poi rispondere sul campo con la sua solita, inconfondibile verve.
L'Italia del salto in alto e il doppio podio
Il risultato di Birmingham ha un sapore ancora più dolce per l'Italia, che può festeggiare una doppietta storica sul podio continentale. Oltre all'oro di Tamberi, c'è infatti il bronzo di Matteo Sioli, autore di una gara coraggiosa fino al momento del ritiro a 2,30. Per Sioli, un terzo posto che pesa come un oro, considerando le difficoltà incontrate e la giovane età, che lo proietta tra i nomi su cui puntare per il futuro della disciplina.
La doppietta azzurra, con l'ucraino Doroshchuk a chiudere il podio al secondo posto con 2,30, è il segnale di un movimento italiano in salute, capace di esprimere atleti di altissimo livello in una specialità nobile e tecnicamente complessa come il salto in alto. La serata di Birmingham ha confermato come il valore di Tamberi vada ben oltre la misura saltata in quella specifica serata, rappresentando un simbolo di resilienza e determinazione per tutto lo sport italiano.
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