Doppio bronzo europeo per Sioli e Desalu, Tamberi d'oro nonostante l'infortunio

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La spedizione italiana ai Campionati Europei di atletica leggera in corso di svolgimento a Birmingham si arricchisce di medaglie che portano la firma di due interpreti completamente diversi per carriera e aspettative, eppure accomunati dallo stesso straordinario valore simbolico.

Se da un lato Gianmarco Tamberi ha riconfermato il suo status di fuoriclasse assoluto del salto in alto conquistando il quarto titolo continentale della sua carriera, dall'altro il ventenne Matteo Sioli e il trentunenne Fausto Desalu hanno regalato all'azzurro due prestazioni da incorniciare, entrambe concretizzatesi con un bronzo che, per differenti ragioni, possiede un sapore che va ben oltre il metallo effettivamente conquistato.

L'oro di Tamberi e il bronzo amaro di Sioli

Gianmarco Tamberi, ormai habitué delle più alte vette dell'atletica mondiale, ha saltato 2,37 metri sulla pedana dell'Alexander Stadium, dimostrando ancora una volta una continuità di rendimento che pochi atleti possono vantare a questi livelli. Il marchigiano, campione olimpico in carica e primatista italiano, ha gestito la gara con la consueta autorità, piazzando il colpo decisivo quando serviva e tenendo a distanza gli avversari che pure si erano presentati al via con ambizioni di podio.

Ma la gara dei tricolori ha regalato un'altra gioia nella stessa disciplina, quella del giovane Matteo Sioli, portacolori delle Fiamme Azzurre, che con i suoi appena vent'anni ha saputo destreggiarsi tra le pressioni di un esordio di assoluto livello. Sioli ha viaggiato perfettamente fino a 2,27 metri, ma nel primo tentativo a 2,30, con la medaglia ormai virtualmente al collo, si è infortunato all'altezza della coscia, un problema muscolare che lo ha costretto a fermarsi.

L'atleta milanese, consapevole che il piazzamento era ormai assicurato, ha scelto di non forzare ulteriormente, rinunciando a proseguire la gara per non compromettere la sua giovane carriera.

Fausto Desalu, bronzo che vale oro nei 200 metri

La medaglia che forse nessuno si aspettava con tanta convinzione è però quella di Fausto Desalu, il velocista di Casalmaggiore noto anche con il soprannome di 'Fausto', che ha compiuto un'impresa di rara intensità nei 200 metri piani. Desalu, già campione olimpico a Tokyo 2020 con la staffetta 4x100 insieme a Marcell Jacobs, Filippo Tortu e Lorenzo Patta, ha sempre rappresentato un tassello fondamentale per l'atletica italiana, sebbene spesso il suo valore sia stato celebrato principalmente nel contesto delle staffette.

Stavolta, invece, l'uomo che molti definiscono uno dei quattro "Cavalieri dell'Apocalisse" per quella storica pennellata di curva che fece da cerniera tra lo scatto fulmineo di Jacobs e il volo di Tortu, si è tolto la soddisfazione di meritarsi una medaglia tutta sua, conquistata al di fuori del contesto della staffetta. Il bronzo sui 200 metri, con il tempo di 20.26, è arrivato al termine di una corsa combattutissima, vinta dal tedesco Owen Ansah in 19.95, una prestazione che ha scatenato più di un'interrogazione.

La spada di Damocle su Owen Ansah

Il campione europeo Owen Ansah ha trionfato sulla pista di Birmingham, ma il suo oro è già accompagnato da un'ombra che rischia di offuscarne il valore e la legittimità, con un'ipoteca che incombe sul futuro del velocista tedesco. La vittoria di Ansah è stata ottenuta con un vento a favore di 2,5 m/s, una velocità che supera ampiamente il limite regolamentare di 2,0 m/s stabilito per la ratifica delle prestazioni a fini statistici.

Sebbene il vento favorevole non infici il risultato della gara in sé, che rimane valido ai fini dell'assegnazione della medaglia, esso solleva inevitabilmente dubbi sulla reale entità della prestazione. Ma ciò che preoccupa maggiormente è la situazione extracampo legata al corridore tedesco: Ansah rischia davvero la squalifica per doping, e il suo nome è già finito nel mirino delle autorità sportive, con una spada di Damocle che aleggia sulla sua recente affermazione continentale.

Questa vicenda, ancora avvolta nel riserbo giudiziario, rischia di avere ripercussioni non solo sul tedesco ma anche sulla classifica finale, con un possibile slittamento delle posizioni che potrebbe rivalutare ancor di più il bronzo di Desalu.

Il coronamento di una carriera da protagonista

Fausto Desalu, dal canto suo, ha accolto il bronzo con l'entusiasmo di chi ha inseguito per anni un risultato individuale di questo calibro. «Per me vuol dire tanto ed è un coronamento per la mia carriera. È dal 2014 che sono in Nazionale. Sono sempre stato lì, ma finalmente sono riuscito a conquistare una medaglia. Non è l'oro, ma per me vale allo stesso modo», ha dichiarato il velocista casalasco, che ha chiuso la gara a pari merito con lo svizzero Timothé Mumenthaler. Alle sue spalle, il britannico Zharnel Hughes si è fermato a 20.16 in una finale che ha confermato il livello altissimo del mezzofondo veloce europeo. Il bronzo di Desalu, al di là del colore, rappresenta un ulteriore tassello nella storia di un'atletica italiana che, dopo i fasti olimpici, continua a sfornare interpreti di livello assoluto, capaci di competere e vincere a lungo termine. La spedizione azzurra a Birmingham, con queste due medaglie di bronzo e l'oro di Tamberi, conferma la crescita del movimento, in attesa di sviluppi giudiziari che potrebbero riscrivere parte della classifica dei 200 metri.

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