Camilla, morta per un acino d’uva: i suoi organi a cinque bambini
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Redazione Interno
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Gli organi di Camilla Federici, la bambina di tre anni morta dopo essere soffocata per un acino d’uva, sono stati donati e destinati a cinque piccoli pazienti. Il prelievo è stato eseguito all’ospedale pediatrico Salesi di Ancona dopo la decisione dei genitori di autorizzare la donazione nel momento più doloroso. Cuore, reni, fegato e polmoni sono partiti verso strutture ospedaliere di Lombardia, Lazio e Liguria, mettendo in moto una complessa organizzazione sanitaria per consentire i trapianti. Un gesto compiuto dopo sei giorni nei quali la famiglia aveva sperato che la bambina potesse superare le conseguenze della gravissima ostruzione delle vie respiratorie.
L’acino d’uva, l’arresto cardiaco e la corsa in ospedale
La tragedia era cominciata il 23 settembre durante le Fiere di San Settimio a Jesi, nei pressi dell’Arco Clementino. La piccola si trovava con la madre quando un acino d’uva le aveva ostruito le vie aeree, provocando un arresto cardiaco. La situazione era apparsa immediatamente gravissima e alcune persone con competenze sanitarie presenti sul posto avevano iniziato le manovre di rianimazione in attesa dell'arrivo dei soccorsi. Era quindi intervenuta un’ambulanza della Croce Rossa ed era stato attivato anche l’elisoccorso Icaro per garantire l’assistenza necessaria in una situazione nella quale ogni minuto risultava decisivo.
La bambina era stata portata inizialmente all’ospedale Carlo Urbani, dove i sanitari erano riusciti a rimuovere il chicco che impediva la respirazione, ripristinare la ventilazione e ottenere la ripresa dell’attività cardiaca. Le conseguenze del prolungato arresto erano però estremamente gravi. Per questo era stato disposto il trasferimento nel reparto di Rianimazione pediatrica del Salesi, dove era proseguita l’assistenza intensiva con sedazione farmacologica profonda e ventilazione meccanica. Le condizioni non avevano consentito il recupero sperato e il collegio medico aveva infine accertato il decesso il 29 settembre.
La donazione e la macchina sanitaria partita nella notte
Dopo il consenso della famiglia è iniziata una seconda operazione, questa volta finalizzata a rendere possibile il prelievo e il trasferimento degli organi. L’allerta del Centro Regionale Trapianti è scattata intorno alle 19.45 e ha coinvolto la centrale operativa del 118, il Cup dell’Anpas e successivamente la Centrale Operativa dei Trasporti Sanitari. Durante la notte un volo sanitario è atterrato all’aeroporto di Falconara portando le équipe specializzate incaricate delle procedure. Ai collegamenti via terra hanno partecipato anche volontari e mezzi della Croce Gialla di Ancona, della Croce Gialla di Agugliano e della Croce Azzurra di Sirolo.
La scelta dei genitori Giulia e Riccardo ha così trasformato le ore successive alla morte della figlia in una corsa sanitaria che ha coinvolto medici, operatori, mezzi di emergenza e strutture trapiantologiche. I diversi organi hanno richiesto trasferimenti verso più destinazioni, con tempi e collegamenti coordinati per raggiungere gli ospedali individuati per i piccoli riceventi. Alla dimensione privata della tragedia si è affiancata quella di un sistema sanitario chiamato a organizzare rapidamente prelievo, trasporto e consegna, facendo arrivare il dono della bambina ai centri nei quali erano attesi i pazienti destinatari.
Jesi proclama il lutto cittadino per il 2 ottobre
La morte ha suscitato una forte partecipazione a Jesi, dove sono arrivati numerosi messaggi di cordoglio alla famiglia e ai nonni. Al dolore si è unita anche la Asd Spes Jesi, società sportiva alla quale sono legati il padre, che vi aveva giocato, e il nonno, che vi aveva allenato. Il sindaco Lorenzo Fiordelmondo ha proclamato il lutto cittadino per venerdì 2 ottobre, dalle 10 alle 11.30, in concomitanza con le esequie della bambina e nel contesto dei diversi eventi luttuosi che hanno colpito la città negli ultimi giorni.
Durante il periodo di lutto le bandiere della residenza municipale e degli edifici pubblici saranno esposte a mezz’asta. L’amministrazione ha invitato i cittadini a osservare alle 10 un minuto di silenzio e raccoglimento in segno di partecipazione al dolore delle famiglie. Nella stessa giornata Jesi darà l’ultimo saluto anche a Gino Cremonini, conosciuto in città per la sua attività al Rambaldus, scomparso improvvisamente nei giorni scorsi.
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