Sarri e la sua Lazio, un piacere che cresce: il Cagliari spento dalle ali

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Maurizio Sarri, osservando la sua squadra compattarsi per superare un momento non semplice, non nasconde una certa soddisfazione, sottolineando come “vedere tutti i singoli mettersi a disposizione” costituisca per lui un motivo di genuino contento. Una soddisfazione, la sua, che trae origine non soltanto dal risultato utile – il sesto consecutivo – ma dalla maniera con cui la Lazio ha saputo imporsi nel posticipo serale della decima giornata, un 2-0 al Cagliari costruito con pazienza e risolto nel finale. La squadra, che sta vivendo un periodo di emergenza per alcuni assenti di peso, sta dando seguito a una fase molto positiva, soprattutto se paragonata ai tentennamenti dell'avvio di campionato, trovando nella compattezza difensiva – è il sesto clean sheet stagionale, un primato in Serie A – il suo punto di forza più solido. Decisive, in un match che faticava a sbloccarsi, sono state le due grandi reti di Gustav Isaksen e Mattia Zaccagni, entrambe giunte nella parte conclusiva della gara e capaci di premiare una prestazione di sostanza.

Una vittoria che parla di maturità

Il tecnico toscano, nel commentare la prestazione, ha voluto evidenziare i segnali di crescita emersi dal campo, ricordando come il Cagliari, fino a quella sera, non avesse perso in trasferta dal mese di agosto. “È stata una gara complicata”, ha ammesso Sarri, “ma ne siamo venuti a capo da squadra matura”, dimostrando di saper “spingere sull’acceleratore quando c’era da farlo” e, al contempo, di possedere l’attitudine a “soffrire nei momenti difficili”. Un equilibrio, questo, che delinea il profilo di un gruppo in evoluzione, il cui obiettivo primario, come ribadito dall'allenatore, rimane quello di “costruire una base solida” sulla quale fondare una squadra competitiva non soltanto per il presente. “Ci manca solo un pizzico di qualità”, il suo commento, “ma è un piacere allenare questi ragazzi”, che stanno mostrando un progressivo adattamento alle sue idee.

Le ali decisive e il muro difensivo

A fare la differenza, in una partita chiusa con un double zero, sono state proprio le due ali, Isaksen e Zaccagni, autrici delle reti che hanno spezzato la resistenza degli ospiti. Le loro incursioni e la freddezza sotto porta hanno risolto una contesa altrimenti equilibrata, dove le occasioni da una parte e dall'altra non sono state numerose. A rendere possibile questo esito, tuttavia, è stato l'ennesimo spettacolo offerto dal reparto arretrato, dove Mario Gila e Patric, quest'ultimo schierato in luogo dell'infortunato Casale, hanno eretto un muro pressoché invalicabile, supportati da una prova di solidità di Manuel Lazzari. Alle loro spalle, Ivan Provedel ha vissuto una serata relativamente tranquilla, raccogliendo il suo quarto porto inviolato consecutivo e confermandosi come un punto fermo di questa positiva striscia.

La posizione in classifica e le valutazioni

I tre punti conquistati consentono alla Lazio di agganciare saldamente la zona medio-alta della graduatoria, portando il proprio bottino a 15 punti e scavalcando diverse squadre nella corsa per un posizionamento di vertice. Il Cagliari, sconfitto, si deve invece accontentare di fermarsi a 9 punti, rimanendo in una posizione di classifica che richiede ancora attenzione. Le valutazioni post-partita hanno premiato, oltre ai marcatori, l'intero blocco difensivo, mentre hanno riservato giudizi meno lusinghieri per alcuni elementi che non sono riusciti a impattare positivamente sulla gara. Una vittoria, quella della Lazio, che va oltre il semplice punteggio e che sembra suggellare un percorso di miglioramento collettivo, basato su un'organizzazione di gioco che inizia a dare i suoi frutti più consistenti.

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