Chi sono gli Houthi e perché minacciano le navi nel Mar Rosso

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Gli Houthi minacciano le navi nel Mar Rosso perché rappresentano una delle componenti della strategia con cui Teheran punta a condizionare i traffici marittimi nell’area. Noti anche come Ansar Allah, i miliziani yemeniti sono una forza di fede sciita che si è affermata nello Yemen a partire dagli anni ’80, fino a diventare uno degli attori più rappresentativi del conflitto civile nel Paese. La loro presenza nello scenario regionale viene collegata al controllo di Bab el Mandeb, lo stretto che collega il Mar Rosso al Golfo di Aden, mentre i pasdaran iraniani mantengono un ruolo centrale nello Stretto di Hormuz.

Il ruolo degli Houthi nello Yemen e il rapporto con Teheran

Gli Houthi, chiamati anche Ansar Allah, sono nati come movimento politico e militare nello Yemen e si sono confrontati negli anni con il governo centrale e con altre fazioni presenti nel Paese. Nel conflitto civile yemenita hanno assunto un ruolo sempre più rilevante, fino a essere considerati una delle forze principali dello scenario interno. La loro attività si inserisce oggi in una dinamica più ampia che coinvolge gli equilibri del Medio Oriente e i collegamenti marittimi strategici tra Asia ed Europa.

La crisi che coinvolge Iran e Stati Uniti ha portato nuovamente l’attenzione sul ruolo degli Houthi nel Mar Rosso. La manovra regionale viene descritta attraverso due punti di pressione sui traffici navali: da una parte lo Stretto di Hormuz nel Golfo, dove operano i pasdaran iraniani, dall’altra Bab el Mandeb, area nella quale i miliziani yemeniti possono incidere sui passaggi delle navi commerciali. Questo collegamento tra i due stretti rende il Mar Rosso uno degli snodi osservati nel quadro dello scontro in corso.

La crisi si estende al Mar Rosso e coinvolge le rotte commerciali

Gli Stati Uniti hanno comunicato la conclusione della tredicesima notte consecutiva di attacchi contro obiettivi militari iraniani. Secondo il Comando Centrale statunitense, le operazioni hanno riguardato centri di comando militari, depositi di droni, reti di comunicazione, postazioni di sorveglianza costiera e capacità marittime iraniane, con l’obiettivo dichiarato di ridurre la minaccia per i marittimi civili e le navi commerciali in transito nello Stretto di Hormuz.

L’allargamento della crisi ha riportato il focus anche sul Mar Rosso, dopo le tensioni nello Stretto di Hormuz. Gli armatori impegnati nei collegamenti tra Europa e Asia stanno valutando il cosiddetto “giro lungo”, una rotta più costosa che passa vicino al Capo di Buona Speranza per evitare le aree considerate più esposte. La possibilità di modificare le rotte commerciali mostra come le tensioni tra Iran e Stati Uniti possano avere effetti anche sui traffici marittimi internazionali.

Gli attacchi tra Stati Uniti e Iran aumentano la tensione regionale

Lo scambio di attacchi tra Washington e Teheran è proseguito per la tredicesima notte consecutiva, con segnalazioni di vittime sul territorio iraniano nei dintorni di Ahvaz e con colpi lanciati da Teheran contro la base americana “Muwafiq al-Sultani” in Giordania. Il conflitto resta concentrato sul controllo delle aree strategiche e sulle capacità militari coinvolte nello scenario regionale.

In questo contesto, gli Houthi assumono un ruolo legato alla sicurezza delle rotte nel Mar Rosso, mentre lo Stretto di Hormuz rimane il punto centrale della pressione esercitata dall’Iran. La presenza dei miliziani yemeniti nello scenario marittimo aggiunge un ulteriore elemento alla crisi, con possibili conseguenze per le navi commerciali che attraversano una delle aree più importanti per i collegamenti tra diversi continenti.

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