Finale Ligure e la cittadinanza onoraria a Mussolini: il caso riemerge

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Redazione Interno Redazione Interno   -   A Finale Ligure, la questione della cittadinanza onoraria conferita a Benito Mussolini in epoca fascista torna al centro del dibattito politico. A sollevarla è Simona Simonetti, consigliera comunale del gruppo "Per Finale", che riprende con forza una battaglia portata avanti da anni dalla sua formazione. La vicenda, che ha già diviso l’assise cittadina in passato, riacquista attualità dopo la decisione del Comune di Salò, che pochi giorni fa ha revocato, dopo 102 anni, l’onorificenza attribuita al Duce nel 1924.

Salò, cittadina simbolo degli ultimi anni del regime fascista, ha infatti chiuso i conti con il proprio passato attraverso un voto del Consiglio comunale, approvato con 12 voti favorevoli, un astenuto e tre contrari. Il sindaco Francesco Cagnini ha sottolineato come la revoca non rappresenti un tentativo di cancellare la storia, ma piuttosto di affrontarla con consapevolezza: "Benito Mussolini non merita alcuna onorificenza dal Comune di Salò", ha dichiarato, aggiungendo che la decisione riflette i valori costituzionali e democratici che ogni amministrazione è chiamata a difendere.

Proprio questo precedente ha spinto Simonetti a rilanciare la questione a Finale Ligure, dove la cittadinanza onoraria a Mussolini rimane un tema controverso. La consigliera, che è anche co-portavoce regionale di Europa Verde in Liguria, ha definito la situazione "una ferita aperta", ricordando come in passato due tentativi di revoca siano stati respinti da una maggioranza che si definisce di centrosinistra. "Salò ha dimostrato che, con la consapevolezza dei crimini del fascismo, non si può continuare a onorare chi ne è stato il capo", ha affermato, sottolineando l’importanza simbolica di un gesto che, a suo avviso, Finale Ligure non può più permettersi di ignorare.

La vicenda, che si intreccia con la storia italiana del Novecento, non è solo una questione formale, ma assume un significato politico e culturale profondo. La revoca della cittadinanza onoraria a Mussolini, come avvenuto a Salò, rappresenta un atto di rottura con un passato che, sebbene lontano, continua a influenzare il presente. A Finale Ligure, dove il dibattito è ancora aperto, la decisione di Salò potrebbe spingere a una riflessione più ampia, non solo sul ruolo della memoria storica, ma anche sulla responsabilità delle istituzioni nel rappresentare valori condivisi.

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