Trump sceglie Warsh per guidare la Fed, i mercati reagiscono con fiducia
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Redazione Economia
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Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha posto fine alle speculazioni, nominando Kevin Warsh prossimo presidente della Federal Reserve. L'annuncio, come ormai di consueto, è arrivato attraverso un post su Truth Social, piattaforma divenuta il canale ufficiale della sua comunicazione. "Conosco Kevin da molto tempo e non ho alcun dubbio che passerà alla storia come uno dei grandi presidenti della Fed, forse il migliore", ha scritto Trump, aggiungendo, in un tono di sicura aspettativa, che l'economista è "nato per il ruolo" e che "non vi deluderà mai". La scelta, che segue il manifesto rammarico per la precedente nomina di Jerome Powell, segna una svolta significativa nella politica monetaria americana, destinata a influenzare gli equilibri finanziari globali. I mercati, dal canto loro, hanno immediatamente iniziato a metabolizzare l'indicazione, che giunge in un quadro di attese già orientate al rialzo per una serie di trimestrali societarie positive provenienti dall'Europa.
Le reazioni immediate dei listini finanziari
Nella prima parte di seduta, le Borse europee hanno mostrato un deciso slancio, trainato sia dai conti di grandi gruppi come Adidas e Swatch, sia proprio dalla notizia dalla sponda atlantica. Piazza Affari, per fare un esempio, segnava un incremento dell'1% verso la metà della giornata. L'attenzione degli operatori, complice l'ottimismo sui fondamentali aziendali, si è concentrata con vigore sulla designazione di Warsh, la cui reputazione di "falco" in materia di tassi ha spinto il mercato a ricalibrare le proprie previsioni. Se ne trae, in sostanza, l'aspettativa di una politica monetaria meno accomodante rispetto a quanto si fosse pensato nei mesi scorsi, ma al contempo si apprezza la garanzia di una ferma difesa dell'autonomia dell'istituto centrale, aspetto che infonde una certa sicurezza.
Il profilo del nuovo presidente della Fed
Kevin Warsh, cinquantacinquenne, non è una figura nuova per la Federal Reserve, avendo già servito come membro del Consiglio dei governatori per un quinquennio, dal 2006 al 2011, dopo la nomina voluta dal presidente George W. Bush. Già nel 2017 era stato considerato un papabile alla successione di Janet Yellen, ma allora Trump preferì orientarsi su Jerome Powell, decisione della quale si è poi pubblicamente pentito. La sua esperienza diretta all'interno dell'organo direttivo della banca centrale gli fornisce una conoscenza approfondita dei suoi meccanismi, sebbene il suo pensiero di politica economica appaia, ad un'analisi più attenta, piuttosto sfaccettato e non immune da inversioni di rotta.
Una reputazione di "mezzo falco" e le giravolte passate
La definizione più ricorrente tra gli analisti per inquadrare Warsh è quella di "relativamente falco", un'etichetta che rimanda a una posizione tradizionalmente rigida e cauta riguardo alle manovre espansive e ai tagli dei tassi d'interesse. Tale immagine, costruita nel corso degli anni, è stata però incrinata da un improvviso cambiamento di prospettiva manifestato la scorsa estate, quando le sue posizioni sono parse ammorbidirsi, rivelando una non trascurabile dose di pragmatismo e, secondo alcuni osservatori, di opportunismo. Questo passato, che qualcuno potrebbe definire di "giravolte", delinea un profilo complesso, lontano da semplificazioni eccessive, la cui nomina rappresenta comunque una chiara scelta di campo di Trump in direzione di una maggiore austerità monetaria.




