Piazza Affari apre in rosso, scivolano i titoli tecnologici
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Economia
-
Avvio di seduta negativo per Piazza Affari, che segue il ribasso della vigilia e si allinea alla debolezza dei principali listini asiatici e statunitensi. Nelle prime battute il Ftse Mib segna un calo dello 0,31%, portandosi a 49.602 punti, zavorrato soprattutto dalle vendite sul comparto tecnologico. A pesare sul sentiment degli investitori è il dato sull'inflazione negli Stati Uniti, risultato superiore alle attese e tale da riaccendere le scommesse su un possibile rialzo dei tassi da parte della Federal Reserve.
Il quadro macroeconomico
Sul fronte europeo, l'Insee ha confermato in aumento l'inflazione francese nel mese di settembre 2026, con una variazione del 3,1% su base annua, più del 3% stimato nella lettura preliminare e contro il 2,4% di agosto. Su base mensile i prezzi al consumo hanno registrato una flessione dello 0,3%, mentre il dato armonizzato, la misura utilizzata dalla Banca centrale europea, ha segnato un incremento del 3,4% su base annua.
A innescare le vendite sui mercati era stata, già nella serata precedente a Wall Street, la pubblicazione del dato sull'inflazione statunitense, che ha avvicinato l'ipotesi di una stretta sui tassi della Fed e ha gettato dubbi sulla sostenibilità degli ingenti investimenti nel settore dell'intelligenza artificiale, i cui ritorni economici restano ancora incerti.
Il comparto tecnologico sotto pressione
Tra i titoli milanesi più penalizzati spicca Technoprobe, che accusa un ribasso del 7,8%, seguita da Stm con un calo del 6,8% e da Prysmian, in flessione del 6,3%. Nel listino principale scivolano anche Saipem, Tenaris ed Eni, a conferma di una corrente di vendita che non risparmia diversi comparti.
A poco sono serviti i conti sopra le attese del colosso taiwanese dei chip Tsmc, che ha chiuso il terzo trimestre con un utile netto in crescita del 68,7% su base annua, né le indiscrezioni del Financial Times sul balzo dei ricavi di Anthropic nel terzo trimestre, saliti a 16,8 miliardi di dollari in vista dell'offerta pubblica iniziale prevista per novembre.
Le ripercussioni sui mercati asiatici
Il sell-off sui titoli tecnologici ha avuto ripercussioni pesanti anche in Asia, dove l'indice Nikkei della Borsa di Tokyo ha chiuso la seduta con un crollo del 4,9%, segnando la terza peggior caduta della sua storia. A Tokyo hanno pesato soprattutto i titoli legati ai semiconduttori e all'intelligenza artificiale, con Advantest in calo del 14,95%, Tokyo Electron del 7,78% e Kioxia Holdings del 12,32%.
Secondo quanto riportato dalla stampa nipponica, a deprimere ulteriormente il sentiment hanno contribuito anche il crollo del titolo e delle obbligazioni della società statunitense di cloud computing CoreWeave e l'aumento del prezzo del petrolio.
Lo spread e il mercato valutario
Sul mercato obbligazionario, lo spread tra Btp e Bund apre in lieve rialzo a 109 punti, dai 108 della vigilia, mentre i rendimenti si muovono in discesa su entrambi i fronti. Il decennale italiano scende di sei punti base al 4,48% e il corrispondente titolo tedesco si attesta al 3,39%. Sul fronte valutario, l'euro guadagna terreno sul dollaro, scambiando a 1,1211 dollari con un progresso dello 0,48%, mentre sul yen passa di mano a 177,08 con un rialzo dello 0,25%.
Puoi riutilizzare questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.
