Insonnia e sonno di recupero: cosa emerge dallo studio su invecchiamento e mortalità

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SALUTE

Redazione Salute Redazione Salute   -   L’insonnia e la qualità del sonno tornano al centro dell’attenzione dopo una ricerca che collega il riposo notturno a un invecchiamento più lento e a migliori esiti di salute.

Lo studio, descritto come una delle panoramiche più ampie sull’interazione tra sonno e invecchiamento dell’intero organismo, ha evidenziato risultati migliori nelle persone che dormivano tra le sei e le otto ore al giorno.

Il tema assume particolare rilevanza con l’arrivo delle prime ondate di caldo, quando molte persone sperimentano notti più brevi, sonno frammentato e difficoltà ad addormentarsi o a mantenere un riposo regolare. open +3

Da tempo gli esperti raccomandano di dormire almeno sette ore per notte. Un riposo insufficiente è stato infatti associato a un invecchiamento più rapido e a un aumento del rischio di malattie cardiovascolari, ictus e mortalità precoce.

Le nuove evidenze confermano l’importanza della durata del sonno, ma aggiungono anche un elemento che potrebbe interessare chi occasionalmente dorme meno del necessario.

La ricerca suggerisce infatti che non tutte le notti caratterizzate da una riduzione delle ore di sonno producono gli stessi effetti nel lungo periodo, soprattutto quando il riposo viene recuperato successivamente. ilmessaggero +3

Il ruolo del sonno di recupero dopo una notte con poco riposo

Una ricerca pubblicata su Nature Communications ha analizzato oltre 574 mila notti di sonno monitorate in più di 85 mila persone.

I risultati indicano che il cosiddetto “sonno di recupero”, cioè il recupero delle ore perse nella notte successiva a un periodo di riposo insufficiente, può attenuare l’aumento del rischio di mortalità associato alla privazione di sonno.

Si tratta di un dato che offre una prospettiva diversa rispetto all’idea che una singola notte insonne determini inevitabilmente conseguenze permanenti sulla salute. lescienze +3

Lo studio non modifica l’importanza di mantenere abitudini di sonno regolari, ma evidenzia come il recupero del riposo possa contribuire a limitare parte degli effetti negativi legati a una riduzione temporanea delle ore dormite.

Per chi affronta periodi caratterizzati da notti difficili, magari durante i mesi più caldi dell’anno, la capacità di compensare il deficit di sonno nelle notti successive emerge come un elemento da considerare nell’equilibrio complessivo del riposo. lescienze +3

Perché il sonno è fondamentale per l’organismo

Il sonno rappresenta una funzione biologica essenziale e, nonostante i progressi della ricerca, continua a essere un processo non ancora completamente compreso. Durante le ore di riposo il cervello consolida i ricordi e organizza le informazioni acquisite nel corso della giornata.

Parallelamente, l’organismo attiva una serie di meccanismi coinvolti nella rigenerazione muscolare e nella riparazione dei tessuti, attività che contribuiscono al mantenimento delle normali funzioni corporee. galileonet +3

Nel corso della notte vengono inoltre sostenuti processi legati al rafforzamento del sistema immunitario e alla secrezione di ormoni coinvolti nella regolazione dell’appetito, della pressione arteriosa, della frequenza cardiaca e dei livelli di cortisolo.

Per questo motivo la durata e la qualità del sonno sono considerate fattori strettamente collegati allo stato di salute generale.

Le ricerche più recenti continuano a mostrare come il riposo notturno non sia soltanto un momento di inattività, ma una fase durante la quale il corpo svolge attività essenziali per il proprio equilibrio e per il mantenimento di condizioni favorevoli nel tempo. focus +3

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