Egitto, rilasciata Nessy Guerra dopo il fermo notturno. Tajani: “Chiesta la grazia presidenziale”
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Redazione Interno
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Una notte di tensione si è conclusa con il rilascio di Nessy Guerra, la cittadina italiana di 27 anni bloccata in Egitto con la figlia Aisha di tre anni al centro di una complessa vicenda giudiziaria che la vede contrapposta all'ex marito Tamer Hamouda.
La donna, originaria di Sanremo, era stata prelevata nella notte tra il 30 giugno e il 1° luglio dalla polizia egiziana, che si è presentata nella sua abitazione al Cairo intorno alle tre del mattino, per essere poi trasferita in una stazione di polizia dove ha ricevuto assistenza dall'ambasciatore d'Italia Agostino Palese e dalla console Giulia De Nardis, già da tempo al suo fianco in questa intricata vicenda.
Il fermo, secondo quanto riferito dalle autorità locali, sarebbe stato disposto in esecuzione di un ordine che avrebbe imposto alla donna di consentire al padre di vedere la bambina. Tuttavia, come ha spiegato l'avvocata Agata Armanetti, legale di Guerra, "non c'è una sentenza che dispone il diritto di visita", motivo per cui si è temuto che potesse trattarsi di un espediente per rendere esecutiva la condanna a sei mesi di detenzione per adulterio, già confermata in appello e per la quale la difesa ha depositato ricorso in Cassazione.
La paura, condivisa dalla stessa Guerra, era quella di essere separata dalla figlia e di finire in carcere per scontare una pena che in Italia non esisterebbe neppure.
L’intervento della Farnesina e la richiesta di grazia
L'intervento tempestivo della Farnesina si è rivelato decisivo per la risoluzione della vicenda. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani, appena informato dell'accaduto, si è messo in contatto con il collega egiziano Badr Abdelatty per sollecitare il rilascio della connazionale e chiedere "piena collaborazione" per garantire la sua incolumità e quella della bambina, ricevendo assicurazioni in tal senso.
Nel frattempo, l'ambasciatore Palese e la console De Nardis hanno raggiunto la donna presso il commissariato dove era trattenuta, avviando una trattativa che si è conclusa con il rilascio e il rientro di Nessy Guerra e della figlia nella loro abitazione.
Proprio durante il Question Time alla Camera di mercoledì 1° luglio, Tajani ha reso noto un ulteriore importante sviluppo: l'ambasciata italiana al Cairo ha formalmente consegnato alle autorità egiziane una richiesta di grazia presidenziale in relazione alla condanna per adulterio. Una mossa che si aggiunge al ricorso in Cassazione già depositato e al procedimento avviato per ottenere la revoca del divieto di espatrio che grava sulla figlia Aisha, attualmente impossibilitata a lasciare il Paese.
Il ministro ha ribadito l'impegno del governo a non lasciare sole la donna e la bambina, definendo la loro sicurezza una priorità assoluta.
Il nodo dell’affidamento e i precedenti dell’ex marito
Al centro della contesa legale che tiene bloccata Nessy Guerra in Egitto c'è l'affidamento della piccola Aisha, conteso tra la madre e l'ex marito Tamer Hamouda, cittadino italo-egiziano. Hamouda, che a sua volta è stato condannato in Italia per vari reati, tra cui maltrattamenti nei confronti di un'altra donna, è stato recentemente arrestato in Egitto e poi rilasciato su cauzione per minacce al console italiano a Hurghada.
La sua figura, caratterizzata da un passato giudiziario significativo, getta un'ombra sulle reali motivazioni che stanno alla base della complessa vicenda giudiziaria che coinvolge l'ex moglie, con la difesa di Guerra che parla apertamente di un tentativo di mettere pressione su una donna già vittima di violenza.
La paura di Nessy Guerra, come lei stessa ha raccontato all'Adnkronos, è ora quella di essere nuovamente soggetta a fermi o minacce, soprattutto dopo essere stata costretta a firmare un documento che la impegna a non lasciare l'appartamento dove è stata trovata, rendendo di fatto nota la sua posizione. "Vivo con l'ansia che possa succedere di nuovo", ha dichiarato la donna, che ha chiesto di essere ospitata in ambasciata per sentirsi al sicuro, temendo che l'ex marito, come già fatto in passato, possa scoprire dove abita e mettere in atto nuove intimidazioni.
L'incertezza sulla sentenza di appello per l'affidamento, prevista per il 6 agosto, e il timore che possa essere ribaltata a favore della famiglia del padre, rendono la situazione carica di ansia per il futuro della bambina.
Le pressioni diplomatiche e il futuro della vicenda
Il governo italiano, come confermato da una nota della Farnesina, sta facendo pressioni sulle autorità egiziane al massimo livello per garantire la protezione della connazionale e della piccola, evitando nuovi episodi di violenza o minacce da parte dell'ex marito. La richiesta di grazia presidenziale rappresenta un passaggio diplomatico di rilievo, ma la strada per una soluzione definitiva appare ancora lunga e irta di ostacoli, con il ricorso in Cassazione e il procedimento per l'affidamento che restano aperti.
La condanna per adulterio, un reato che in Italia non esiste, rimane un'ombra sulla libertà della giovane madre, che chiede di poter finalmente far ritorno in Italia con sua figlia.
La vicenda, seguita con attenzione dai media italiani, ha assunto una rilevanza che va oltre il singolo caso, sollevando interrogativi sulla tutela dei cittadini italiani all'estero e sulle complessità che possono nascere dall'incontro tra sistemi giudiziari e culturali diversi. Tajani ha dichiarato che si continuerà a lavorare "con discrezione" per risolvere il caso, perché "senza clamore si ottiene di più che facendo confusione".
La priorità rimane quella di garantire l'incolumità di Nessy Guerra e di sua figlia e di trovare una soluzione che permetta loro di ricostruirsi una vita lontano dall'incubo in cui sono state trascinate.




