Le proprietà immobiliari di Giorgio Armani: un patrimonio tra affetti e strategia
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Redazione Cultura e Spettacolo
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L’impero di Giorgio Armani, che si estende ben oltre i confini della moda per abbracciare un cospicuo patrimonio immobiliare, trova la sua sistemazione secondo le volontà testamentarie rese pubbliche a pochi giorni dalla scomparsa dello stilista, avvenuta lo scorso 4 settembre all’età di 91 anni. Se il controllo dell’intera holding, la Giorgio Armani Spa, è devoluto interamente all’omonima Fondazione – garante della continuità aziendale –, la destinazione delle sue proprietà private disegna invece una mappa precisa di affetti e riconoscenze verso i suoi collaboratori più stretti e i familiari.
La galassia di ville e appartamenti, che costellano alcuni dei luoghi più esclusivi del globo – da St. Moritz a St. Tropez, passando per New York, Parigi, l’isola di Antigua e Pantelleria, senza dimenticare il cuore di Brera a Milano e la tenuta di Broni, nel Pavese –, andrà in larga parte ai suoi eredi diretti. A questi si aggiungono disposizioni particolari, che rivelano la profondità di certi legami personali e professionali coltivati nel tempo. A Pantaleo Dell’Orco, storico compagno e braccio destro per decenni, viene riconosciuto il diritto di usufrutto su diverse di queste proprietà, un gesto che va oltre il semplice valore economico e ne sancisce il ruolo centrale nella vita dello stilista.
Un occhio di riguardo è riservato anche a Michele Morselli, amministratore delegato de L’Immobiliare, la società che detiene la titolarità di gran parte di questi immobili di pregio, a conferma di una strategia patrimoniale attentamente concepita. La gestione di questo ingente patrimonio, del resto, è sempre stata per Armani un affare di natura non soltanto economica ma anche emotiva, essendo ciascuna di quelle residenze specchio di una fase della sua vita e del suo inconfondibile stile.




