Salva Milano: incertezze e polemiche sulle proprietà immobiliari

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Centinaia di famiglie milanesi si trovano oggi in una situazione di profonda incertezza riguardo alla proprietà delle proprie abitazioni, un problema emerso con forza nel dibattito pubblico grazie alle dichiarazioni del vicepresidente del Consiglio e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini. Durante un convegno sul nuovo codice della strada, Salvini ha sottolineato come il progetto "Salva Milano", che avrebbe dovuto chiarire le questioni urbanistiche ed edilizie della città, non abbia portato ai risultati sperati. "Si parla di Salva Milano e penso che il problema sono le centinaia di famiglie che hanno comprato la casa e ora non sanno se sono proprietari o no", ha affermato, aggiungendo che molte di queste famiglie non hanno più accesso alle proprie abitazioni.

La situazione, già complessa, si intreccia con le recenti vicende giudiziarie che hanno coinvolto l’ex dirigente del Comune Giovanni Oggioni, arrestato per corruzione, depistaggio e falso. Oggioni, che aveva un ruolo chiave nello Sportello unico edilizia, è accusato di aver influenzato le nomine della Commissione Paesaggio, escludendo quei professionisti considerati "rompiscatole". Nonostante il suo allontanamento, il cosiddetto "oggionismo" sembra ancora permeare l’amministrazione comunale, come dimostra la recente nomina dei nuovi componenti della Commissione, scelti dal sindaco Beppe Sala e destinati a rimanere in carica fino al 2028.

Intanto, l’assessore alla Casa ha rassegnato le dimissioni, lasciando un vuoto nell’amministrazione che il sindaco Sala ha deciso di non colmare con un rimpasto. Questo clima di instabilità politica e amministrativa ha contribuito al fallimento del disegno di legge "Salva Milano", che è stato definitivamente archiviato in Senato. La segretaria del Pd, Elly Schlein, ha espresso un cauto sollievo per la chiusura di una vicenda che aveva diviso il partito, tra chi sosteneva la necessità di una norma chiara in materia urbanistica e chi invece ne criticava le possibili implicazioni.

La mancata approvazione della legge riporta alla memoria le politiche anticorruzione di Gabriele Albertini, ex sindaco di Milano, che negli anni Novanta aveva cercato di contrastare con fermezza le infiltrazioni illecite nel settore edilizio. Quell’esperienza, però, sembra non essere stata sufficientemente assimilata dalle amministrazioni successive, lasciando spazio a pratiche opache che oggi pesano sulle spalle dei cittadini.

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