Salva Milano: incertezze e inchieste dietro il caos delle case
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Redazione Interno
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Centinaia di famiglie milanesi si trovano oggi in un limbo giuridico, incerte sulla proprietà delle proprie abitazioni, mentre il disegno di legge “Salva Milano” naufraga in Senato, lasciando irrisolti nodi cruciali legati alla regolarizzazione urbanistica. A lanciare l’allarme è stato il vicepresidente del Consiglio e ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini, durante un convegno sul nuovo codice della strada. “Si parla di Salva Milano e penso che il problema siano le centinaia di famiglie che hanno comprato la casa e ora non sanno se sono proprietari o no”, ha dichiarato, sottolineando come molte di esse si ritrovino persino senza le chiavi delle proprie abitazioni. Salvini ha poi aggiunto, con tono polemico, che “avessero ascoltato quello che qualcuno aveva proposto l’anno scorso, non saremmo in queste condizioni”, pur evitando di approfondire ulteriormente le responsabilità politiche.
Intanto, sullo sfondo di questa vicenda, emerge un’inchiesta giudiziaria che scuote il Comune di Milano, coinvolgendo l’ex dirigente dello Sportello unico edilizia, Giovanni Oggioni, attualmente agli arresti domiciliari per accuse di corruzione, depistaggio e falso. Oggioni, che si è avvalso della facoltà di non rispondere durante l’interrogatorio davanti al gip Mattia Fiorentini, è descritto dal suo legale, Giovanni Brambilla Pisoni, come “molto depresso”. L’avvocato ha precisato che il suo assistito non ha depositato memorie e che si attende lo sviluppo delle indagini, mentre i pm procedono con l’analisi della documentazione raccolta.
Nonostante l’allontanamento di Oggioni dalla scena pubblica, il cosiddetto “oggionismo” sembra ancora permeare l’amministrazione comunale. La Commissione Paesaggio, rinnovata fino al 2028 con la nomina di architetti, ingegneri e geometri decisa dal sindaco Beppe Sala il 16 dicembre 2024, continua a operare, sollevando interrogativi su possibili influenze residue del sistema che l’ex dirigente avrebbe gestito. Un sistema che, secondo alcune ricostruzioni, avrebbe favorito l’ingresso in commissione di figure vicine a Oggioni, escludendo invece quei “rompiscatole” che avrebbero potuto ostacolare i suoi piani.
Nel frattempo, l’assessore alla Casa ha rassegnato le dimissioni, lasciando Sala senza uno dei pezzi chiave della sua giunta. Il sindaco, tuttavia, ha escluso un rimpasto, cercando di mantenere una parvenza di stabilità nonostante le crescenti difficoltà. La segretaria del Pd, Elly Schlein, ha commentato la bocciatura del “Salva Milano” in Senato con un sospiro di sollievo, chiudendo un capitolo che aveva diviso il partito tra favorevoli e contrari. La legge, che avrebbe introdotto un’interpretazione autentica in materia urbanistica ed edilizia, era stata pensata per risolvere controversie legate alla regolarizzazione di immobili, ma il suo fallimento lascia ora un vuoto normativo che rischia di prolungare l’incertezza per migliaia di cittadini.




