Salva Milano: incertezze e inchieste scuotono il mercato immobiliare

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Centinaia di famiglie milanesi si trovano oggi in una situazione di profonda incertezza riguardo alla proprietà delle proprie abitazioni, un problema emerso con forza nel dibattito pubblico dopo le dichiarazioni del vicepresidente del Consiglio e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini. Durante un convegno sul nuovo codice della strada, Salvini ha sottolineato come il progetto "Salva Milano", che avrebbe dovuto chiarire le questioni legate all’interpretazione delle norme urbanistiche ed edilizie, sia naufragato in Senato, lasciando molti cittadini in un limbo giuridico. «Si parla di Salva Milano e penso che il problema sono le centinaia di famiglie che hanno comprato la casa e ora non sanno se sono proprietari o no», ha affermato, aggiungendo che, se fossero state ascoltate alcune proposte avanzate l’anno scorso, la situazione sarebbe oggi diversa.

Il fallimento del disegno di legge, che aveva diviso anche il Partito Democratico tra favorevoli e contrari, rappresenta solo l’ultimo capitolo di una vicenda più ampia, legata a inchieste giudiziarie che hanno scosso l’amministrazione comunale. Al centro delle indagini c’è Giovanni Oggioni, ex dirigente dello Sportello unico edilizia, arrestato con l’accusa di corruzione, depistaggio e falso. Oggioni, che ora si trova agli arresti domiciliari, era considerato il "grande manovratore" di un sistema che, secondo le ricostruzioni degli inquirenti, ha permesso anni di speculazione edilizia selvaggia. La Commissione per il paesaggio, un organo tecnico-consultivo del Comune, è finita sotto la lente d’ingrandimento per i suoi presunti legami con interessi privati e per i conflitti d’interesse che avrebbero influenzato le decisioni urbanistiche.

Nonostante l’allontanamento di Oggioni, il cosiddetto "oggionismo" sembra ancora permeare l’amministrazione. La Commissione, rinnovata fino al 2028 con la nomina di nuovi membri da parte del sindaco Beppe Sala, continua a operare, sollevando interrogativi sulla trasparenza dei suoi processi decisionali. Le dimissioni dell’assessore alla Casa, annunciate in un momento già critico per l’esecutivo, hanno ulteriormente indebolito la posizione di Sala, che ha però escluso un rimpasto di giunta.

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