Le volontà di Giorgio Armani: un impero tra fondazione, famiglia e tasse
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Le ultime volontà di Giorgio Armani, rese pubbliche dopo la sua scomparsa, delineano con precisione millimetrica il destino di un impero valutato tra i dieci e i tredici miliardi di euro, confermando la proverbiale attenzione per i dettagli che ha sempre caratterizzato lo stilista. Alla Fondazione Giorgio Armani, che già deteneva una quota simbolica dello 0,1%, viene ora attribuito il pieno controllo della capogruppo Giorgio Armani Spa attraverso una complessa suddivisione delle quote: il 9,9% in piena proprietà e il restante 90% in nuda proprietà, il cui usufrutto è stato invece ripartito tra il compagno storico e braccio destro Leo dell’Orco, i tre nipoti e la sorella Rosanna. Una scelta, questa, che non solo garantisce la continuità gestionale alla luce dei principi da lui indicati, ma che delinea anche i futuri assetti proprietari per quando non saranno più in vita i beneficiari dell’usufrutto.
Oltre alla disamina delle quote societarie, il testamento – redatto in due documenti segreti e minuziosi – dispone anche del ricco patrimonio personale, che include ville di lusso sparse per il mondo, da Saint-Tropez a Pantelleria, fino ad Antigua, New York e la residenza di Broni, oltre a beni particolari come automobili, una scultura di una pantera di bronzo e una collezione di fossili. Tra i beneficiari di questi lasciti, figura anche una nome a sorpresa: Michele Morselli, amministratore delegato di Immobiliare srl, la società che gestisce l’ingente patrimonio immobiliare del gruppo, il quale riceve un’eredità che include un pensiero per sua figlia.
Una delle conseguenze più immediate di questa articolata pianificazione successoria riguarda il fisco italiano, il quale, stando alle prime analisi, potrà vantare diritti su una frazione relativamente esigua del patrimonio totale. Si stima, infatti, che l’Erario incasserà circa 900 milioni di euro, una somma che, sebbene cospicua in termini assoluti, rappresenta soltanto una porzione minoritaria dell’intero asse ereditario, a causa delle modalità con cui sono state strutturate le disposizioni.




