Giorgio Armani, le ultime volontà e gli eredi di un impero della moda
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Redazione Cultura e Spettacolo
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La scomparsa di Giorgio Armani, avvenuta all’età di novant’anni, ha acceso i riflettori non solo sul suo inestimabile contributo alla moda, ma anche sulle sue ultime volontà, rivelatesi attraverso la lettura dei due testamenti autografi. Il celebre stilista, la cui carrira ha plasmato per decenni l’estetica globale, ha disposto la sua eredità con una precisione che riflette il suo proverbiale controllo, destinando una parte significativa del suo patrimonio a figure vicine, sia professionalmente che affettivamente.
Tra i beneficiari, oltre alla famiglia stretta, spicca il nome di Michele Morselli, amministratore delegato di Immobiliare srl, la società che gestisce il cospicuo patrimonio immobiliare dell’impero Armani. All’età di quarantadue anni, Morselli si è trovato destinatario di un lascito valutato intorno ai sessanta milioni di euro, comprendente non solo partecipazioni azionarie e titoli di Stato, ma anche beni personali di grande valore, come un appartamento a New York e una villa a Saint-Tropez. La sua posizione, che lo ha visto amministrare un attivo di centinaia di milioni, appare dunque premiata oltre ogni aspettativa.
Parallelamente, il mondo dello spettacolo italiano ha offerto un altro spunto di riflessione sul rapporto tra lo stilista e i suoi collaboratori. Nel corso della nuova stagione de «Le Iene», condotta da Veronica Gentili e Max Angioni, il programma ha ospitato Fabio Mancini, supermodello storico della maison. Durante il suo monologo in studio, Mancini ha rievocato il particolare legame instaurato con Armani, descrivendolo come una figura paterna che andava oltre il semplice rapporto di lavoro. «Ci chiedeva se eravamo felici», ha raccontato il modello, sottolineando come quell’approccio umano abbia influenzato le sue successive scelte di vita.




