Pippo Baudo ricordato da Pupo e Vanoni

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Un ricordo che stride, quello di Pupo, in un coro di commemorazioni sostanzialmente unanimi. Il cantante, il cui vero nome è Enzo Ghinazzi, ha infatti deciso di offrire una prospettiva diametralmente opposta all’agiografia che ha celebrato Pippo Baudo come il “signore della tv” e il paladino dei talenti, dopo la scomparsa del conduttore, avvenuta lo scorso 16 agosto. Attraverso le colonne del Quotidiano Nazionale, e in seguito sui propri profili social, Ghinazzi ha smontato quell’immagine, rievocando un rapporto professionale tutt’altro che idilliaco.

Pupo ha raccontato, senza mezzi termini, come Baudo non avesse mai creduto fino in fondo nelle sue potenzialità, avendolo addirittura “dato per finito già negli anni '80”. Un’affermazione che, com’era prevedibile, ha immediatamente scatenato un vespaio di polemiche online, dividendo l’opinione pubblica tra chi ha visto nel gesto una necessaria dose di realismo e chi, invece, l’ha giudicato un’inutile mancanza di rispetto verso un gigante della televisione appena scomparso.

Di fronte al dilagare delle critiche, Pupo è tornato sulla questione per chiarire la sua posizione, sebbene senza ritrattare il contenuto delle sue parole. “Solo gli stolti e quelli in malafede – ha scritto sui social – possono aver trovato nel mio articolo tracce di risentimento”. Aggiungendo, in una nota quasi filosofica, di non aver mai provato rancore e che, del resto, “nessuno al mondo è indispensabile”, in un’implicita risposta a chi ha dipinto Baudo come una figura insostituibile.

In quel medesimo frangente di cordoglio, un altro messaggio ha catturato l’attenzione del pubblico, seppur per ragioni completamente diverse. Ornella Vanoni, novant’anni, ha voluto a sua volta salutare l’amico e collega condividendo un ritratto che li ritraeva insieme, sorridenti su un palco. Tuttavia, le sue parole affettuose sono state accompagnate da un augurio personale che ha suscitato non poca apprensione tra i suoi follower: quello di “raggiungerlo presto”. La Vanoni, che ha sempre affrontato con una certa ironia il tema della mortalità, ha così involontariamente spostato il dibattito dalla commemorazione alla sua personale visione della vita e di ciò che verrà, riempiendosi comunque di messaggi di affetto e sostengo.

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