Inter, l’appuntamento col Fluminense vale milioni: la posta in palio nel Mondiale per Club

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Mentre a Charlotte, dove il termometro segna un’afa insolita per la stagione, si prepara il terreno per Inter-Fluminense, valido per gli ottavi del Mondiale per Club, i riflettori non sono puntati solo sul rettangolo verde. Quella che si gioca stasera, con inizio alle 21 ora italiana, è una partita dal doppio significato: sportivo, certo, ma soprattutto economico. Per i nerazzurri, reduci da una stagione conclusa tra le amarezze, il torneo rappresenta un’occasione per riconquistare fiducia e, al tempo stesso, per rimpolpare bilanci che – stando ai dati di Inter Media and Communication – hanno già incassato circa 21,6 milioni lordi solo per la partecipazione.

Se il passaggio del turno fosse confermato, la cifra lieviterebbe ulteriormente. Fonti vicine alla società parlano di un bonus a sei zeri, legato anche a eventuali progressi nel tabellone. Un dettaglio non trascurabile, considerando che il Real Madrid – ipotetico avversario dei quarti – è da sempre una delle squadre più remunerative in termini di diritti televisivi e sponsor. Non a caso, come sottolinea il Corriere della Sera, c’è chi sospetta che John Elkann, pur senza confermare, possa aver promesso un “premio” in caso di vittoria.

Sul campo, però, le incognite non mancano. Cristian Chivu, chiamato a guidare una squadra ancora in fase di assestamento dopo il cambio di gestione tecnica, dovrà fare i conti con un avversario che, pur lontano dai fasti del passato, resta insidioso. E poi c’è il meteo: il rischio temporali, annunciato dai bollettini locali, potrebbe influire sui ritmi di gioco, aggiungendo un’ulteriore variabile.

Paolo Condò, dalle colonne dello stesso quotidiano, ha tracciato un bilancio di quello che il Mondiale per Club ha significato finora per le italiane: «Ha fruttato 35 milioni all’Inter e 30 alla Juve», ha scritto, evidenziando come ogni avanzamento comporti però costi logistici non indifferenti. «Chi esce adesso può pianificare un’estate normale; chi va avanti dovrà adattarsi». Una riflessione che Chivu e Igor Tudor – quest’ultimo alle prese con una Juve ancora da decifrare – sembrano aver fatto propria, cercando di sfruttare ogni minuto per testare giovani come Sucic o per chiarire i dubbi tattici residui.

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