Darderi e quel sogno chiamato finale agli Internazionali: “Non sono sazio”
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Redazione Sport
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Luciano Darderi se ne va a caccia di un pezzo di storia, magari quello che nessuno si aspettava all’alba di questo Masters 1000 capitolino. L’italo-argentino, fresco di due battaglie vinte con il brivido del terzo set chiuso in maniera categorica (6-0 a Zverev, stesso punteggio a Jodar), si prepara ad affrontare Casper Ruud. E lo fa con una consapevolezza nuova, quella di chi ha già infranto il suo personale muro: mai prima d’ora, in carriera, una semifinale in un torneo di questa levatura. Il Foro Italico, cornice tanto suggestiva quanto insidiosa per le sue condizioni meteo (allerta arancione per temporali fino a sabato), potrebbe trasformarsi nel palcoscenico di un’ulteriore impresa.
La fatica di un quarto da tre ore, tra interruzioni e coincidenze romane
Nonostante le tre ore abbondanti spese sul campo contro Rafael Jodar – partita interrotta, tra l’altro, per la concomitanza con la finale di Coppa Italia all’Olimpico – Darderi ha dimostrato una tenuta fisica e mentale notevole. Il punteggio dei quarti (7-6, 5-7, 6-0) racconta di un avversario che non ha mollato nel secondo set, e di un italo-argentino capace di ricacciarlo indietro con un parziale netto nell’ultimo frangente. Nessuna traccia di cedimento, nonostante il cielo nuvoloso e i 19 gradi che hanno avvolto il campo in terra battuta. A chi gli chiede se possa bastare, lui risponde con una frase che suona come una promessa: “Non sono sazio”.
Ruud, l’ex numero 2 del mondo e la sua quarta semifinale al Foro
Dall’altra parte della rete troverà Casper Ruud, norvegese di razza sulla polvere di laterizio e ormai di casa a Roma, dove raggiunge per la quarta volta l’ultimo atto prima della finale. Un avversario che ha abitudine a questi palcoscenici, e che rappresenta l’ostacolo più alto finora incontrato dal tennista nato a Villa Gesell. La domanda, nell’aria già pesante per l’allerta meteo, è se Darderi riuscirà a ripetere l’intensità mostrata nei turni precedenti. La sua solidità da fondo, esaltata dalla superficie lenta, potrebbe mettere in difficoltà il gioco di recupero del norvegese. E chissà che il sogno di una finale con due italiani non diventi realtà, visto che nell’altra semifinale Jannik Sinner se la vedrà con Medvedev.
Il peso del lavoro e un’assenza di distrazioni: “Può battere tutti”
Qualcuno, a margine del torneo, ha descritto Darderi come «un grandissimo lavoratore», sottolineando la passione che mette in campo lui e la sua famiglia senza lasciare nulla al caso. La frase, attribuibile a chi lo segue da tempo, mette in luce un aspetto decisivo: sulla terra, oggi, l’italo-argentino può insidiare chiunque, pur restando Sinner e Alcaraz in una categoria a sé. Ma non è il momento dei confronti altisonanti. L’unico dato concreto, in attesa del programma odierno che prevede anche le semifinali di doppio maschile e femminile, è l’orario del match e la diretta su TV8. Darderi non cerca scorciatoie. Vuole completare l’opera.




