Il concordato preventivo biennale e le sue implicazioni

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Il concordato preventivo biennale è un tema di grande attualità in Italia. Nonostante le aspettative del Ministero dell'Economia, che prevede un aumento delle entrate fiscali derivanti da questo strumento, molti contribuenti potrebbero non aderire a causa della rigidezza del meccanismo previsto.

Il concordato preventivo biennale

Il concordato preventivo biennale è un accordo tra il Fisco e il contribuente. Questo strumento offre la possibilità di definire biennalmente il reddito derivante dall'esercizio dell'attività d'impresa o dall'esercizio di arti e professioni ai fini delle imposte dirette e del valore della produzione netta ai fini IRAP.

Le sfide del concordato preventivo biennale

Nonostante i benefici potenziali, come l'esclusione da controlli e la possibilità di pianificare il carico fiscale, il concordato preventivo biennale presenta alcune sfide. Tra queste, i costi certi ed in molti casi ingenti, legati agli importi necessari per adeguarsi, alla difficoltà di sganciarsi dall’accordo se divenuto troppo sfavorevole e al versamento minimo previsto.

Controlli straordinari dell'Agenzia delle Entrate

L'Agenzia delle Entrate, in collaborazione con la Guardia di Finanza, ha predisposto un piano straordinario di controlli extra e a tappeto. Questi controlli sono stati inseriti nel nuovo Concordato Preventivo Biennale per evitare evasioni fiscali. I soggetti titolari di partite Iva sono i più a rischio.

Il futuro del concordato preventivo biennale

Il concordato preventivo biennale è ancora in cerca del suo definitivo equilibrio normativo. Gli ultimi ritocchi sono affidati al decreto correttivo all’esame del Parlamento, che tra le altre cose posticipa al 31 ottobre il termine per l’adesione. Durante i lunghi mesi della sua gestazione, l’accordo con il Fisco ha già subìto una profonda mutazione genetica. Tra le novità, il mancato addio agli Isa e la proposta in formato fai-da-te.

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