Concordato preventivo biennale, nuove regole e implicazioni per i contribuenti
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Redazione Economia
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La recente pubblicazione della Circolare n. 18/E del 2024 da parte dell'Agenzia delle Entrate ha introdotto importanti novità riguardanti il Concordato Preventivo Biennale (CPB). Questo strumento, che mira a favorire la regolarizzazione delle posizioni debitorie dei contribuenti, è stato oggetto di modifiche significative che meritano un approfondimento.
Il CPB si rivolge ai contribuenti che applicano gli Indici Sintetici di Affidabilità (ISA) o che operano in regime forfetario, purché non si trovino in condizioni ostative. Tra queste condizioni rientrano la presenza di debiti maturati in anni precedenti relativi a tributi amministrati dall'Agenzia delle Entrate o a debiti contributivi. È importante sottolineare che per il calcolo della soglia dei 5 mila euro, che determina l'accesso al CPB, vengono considerati anche i singoli debiti di importo inferiore alla soglia, esclusi quelli oggetto di sospensione o rateazione.
La circolare chiarisce inoltre che il blocco complessivo dei debiti, sia fiscali che contributivi, deve essere considerato ai fini del raggiungimento della soglia dei 5 mila euro. Questo implica che anche i micro debiti, spesso trascurati, devono essere inclusi nel calcolo complessivo. Tale approccio mira a garantire una maggiore equità e trasparenza nel processo di regolarizzazione.
Un aspetto controverso del CPB è la sua natura di "condono fiscale". Alcuni emendamenti al Decreto Omnibus, presentati dalle forze della maggioranza parlamentare, mirano a introdurre una speciale forma di condono per favorire l'adesione al CPB.




