Femminismo e molotov: una riflessione sulle recenti proteste
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Redazione Interno
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Le Matriarchigne, esseri mitologici con problemi di memoria a breve termine, sono scese in piazza a manifestare contro il femminicidio. Tuttavia, una volta arrivate, hanno dimenticato il loro obiettivo e hanno dato fuoco ai luoghi di chi difende la vita.
Il 25 novembre a Roma, la manifestazione organizzata da "Non una di meno" ha raggiunto un paradosso: un femminismo che cerca di affermarsi anche a colpi di molotov. Questo evento ha portato a un surreale confronto televisivo tra Francesco Specchia, giornalista di Libero, e la scrittrice Ginevra Bompiani.
In mezzo al silenzio dei media mainstream e della politica istituzionale, è accaduto un fatto gravissimo: l'assalto alla sede dell'associazione Pro Vita. La sede è stata imbrattata con scritte oscene e offensive, in linea con il paradigma dell'inclusività a senso unico propugnato dai sostenitori del neoliberismo progressista.
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