Irina Shayk a Sanremo, tra femminismo personale e il rifiuto della politica
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Redazione Interno
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Una dichiarazione d’amore verso gli uomini, certo, ma anche un invito, rivolto loro, a modificare alcuni meccanismi nelle relazioni interpersonali: è con queste parole che Irina Shayk, supermodella russa e co-conduttrice della terza serata del Festival di Sanremo, ha scelto di presentarsi alla stampa riunita al Roof dell’Ariston. La modella, apparsa in sala con un essenziale sleepdress bianco e un trucco luminoso che ne esaltava i tratti eterei, ha infatti affrontato il tema del femminismo, declinandolo però in una chiave del tutto personale, lontana da certi dogmatismi. “Io sono una femminista a modo mio”, ha tenuto a precisare Shayk, parlando in inglese e scusandosi per non padroneggiare l’italiano se non per un breve saluto iniziale. La sua riflessione, lungi dal voler tracciare confini netti o contrapposizioni di genere, si è concentrata piuttosto su una sfumatura: il suo femminismo non implica una volontà di cancellazione dell’universo maschile, dal momento che, come ha dichiarato, gli uomini li ama e li rispetta profondamente. Eppure, ed è qui che si inserisce la complessità del suo pensiero, la top model russa ha confessato che, talvolta, auspicherebbe un’evoluzione, un cambiamento nel modo di porsi degli uomini all’interno delle dinamiche di coppia, pur ribadendo un affetto di base nei loro confronti. Un concetto, questo, che ha introdotto con una premessa sul potere femminile, quasi a voler sottolineare che la forza delle donne non necessita di affermazioni radicali per essere riconosciuta.
Un palcoscenico di musica e leggerezza, lontano dalle tensioni globali
L’incontro con i giornalisti, però, non poteva ignorare le origini della modella, e la domanda sulla guerra russo-ucraina era nell’aria, prevedibile tanto quanto la risposta che ne è seguita. Shayk, con eleganza e determinazione, ha scelto di glissare, erigendo un muro tra il suo ruolo in questa circostanza e le complessità geopolitiche che pure la coinvolgono per nascita. “Non voglio dire niente di politico”, ha scandito con chiarezza, motivando la sua posizione con la volontà di concentrarsi esclusivamente sullo spirito della manifestazione. La sua presenza a Sanremo, ha spiegato, è dedicata alla celebrazione dell’amore, della musica e dell’unità, concetti che ha detto di voler veicolare attraverso un’energia positiva. In un mondo, il suo, che pure è attraversato da numerose tensioni, la scelta è stata quella di privilegiare la leggerezza del palco, la condivisione con il pubblico e la gioia di vedere i sorrisi dei presenti, quasi a voler trasformare il teatro in una bolla protetta da ciò che accade fuori. Irina ha poi raccontato il suo legame con l’Italia e la sua musica, un ponte gettato verso il passato e la figura materna: “Mia mamma ascoltava Adriano Celentano”, ha rivelato, citando anche Laura Pausini e Anna Oxa, dimostrando una conoscenza del panorama musicale italiano che va oltre la superficie e che probabilmente le sarà d’aiuto nella conduzione della serata.
La macchina del Festival si prepara per la terza notte all’Ariston
Mentre Shayk illuminava la sala stampa con le sue dichiarazioni, il teatro si apprestava a vivere la terza puntata di questa settantaseiesima edizione. Sarà Carlo Conti, affiancato come sempre da Laura Pausini, a guidare la serata, supportato da un parterre di co-conduttori che include, oltre alla stessa Shayk, anche il comico e imitatore Ubaldo Pantani e Gianluca Gazzoli. Il programma della serata è fitto e articolato: toccherà ai quindici big rimasti, quelli che non si sono esibiti nella seconda giornata, salire sul palco per proporre i loro brani al pubblico e alle giurie. E non sarà l’unico momento di verdetto, perché la terza serata incoronerà anche il vincitore o la vincitrice tra le Nuove Proposte, le due promesse della musica leggera che si sono contese la finale. A impreziosire la scaletta, poi, ci penseranno i superospiti, con un duetto che si preannuncia tra i più attesi dell’intera kermesse: Eros Ramazzotti, che torna idealmente sul luogo del trionfo di “Adesso tu” di quarant’anni fa, canterà insieme alla statunitense Alicia Keys, legata all’Italia da radici familiari siciliane. Sul palco anche Virginia Raffaele e Fabio De Luigi, mentre i collegamenti esterni porteranno l’energia de The Kolors da Piazza Colombo e le melodie di Max Pezzali da una nave da crociera al largo della città ligure.




