Irina Shayk a Sanremo, tra slip dress, pelliccia bianca e un diamante tra i denti per la conferenza stampa d’apertura
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Redazione Cultura e Spettacolo
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La macchina mediatica del Festival di Sanremo, giunto alla sua settantaseiesima edizione e con Carlo Conti saldamente alla direzione artistica e alla conduzione, ha ingranato la terza marcia. La serata di oggi, giovedì 26 febbraio, quella che assegnerà il primo Titolo della kermesse con la finale delle Nuove Proposte tra Nicolò Filippucci e Angelica Bove, vede l’ingresso sul palco dell’Ariston di due co-conduttori d’eccezione: Ubaldo Pantani, pronto a calarsi nei panni dell’iconico Lapo Elkann, e la supermodella russa Irina Shayk, al suo debutto assoluto nella televisione italiana -1-6. E se l’attesa per vederla all’opera, nel suo ruolo di presentatrice accanto a Conti e a Laura Pausini, è spasmodica, l’antipasto servito nel corso della conferenza stampa mattutina al Roof dell’Ariston è già roba per intenditori, un cortocircuito visuale che fonde l’estetica della passerella con il rituale sanremese. L’arrivo di Shayk, del resto, prosegue una tradizione illustre che ha visto modelle del calibro di Valeria Mazza, Eva Herzigova, Laetitia Casta e Vittoria Ceretti calcare quel palco, una lista a cui si aggiungerà anche Bianca Balti, attesa per la serata delle cover -7.
L’incontro con la stampa, un appuntamento solitamente formale e scandito da domande di rito, è stato letteralmente squarciato dalla mise scelta dalla top model. Lontana anni luce dai tailleur o dai sobri tubini che tradizionalmente accompagnano questi eventi diurni, Irina Shayk è apparsa indossando uno slip dress bianco di Givenchy, un abito lingerie in un tessuto talmente impalpabile e sottile da lasciar intravedere, con pudica audacia, l’assenza di un reggiseno sotto le trasparenze del pizzo che ornava la scollatura e le maniche -3-7. A coprire le spalle, una nuvola di pelliccia sintetica effetto mongolia, candidissima e spumeggiante, indossata come un coprispalle che creava un voluttuoso contrasto con la leggerezza quasi eterea dell’abito sottostante. A completare l’opera, un paio di stivaletti stringati con tacco a spillo, rigorosamente in tinta, e un medaglione dorato al collo che ha aggiunto un tocco di luce discreta. Ma è stato nel sorriso, nel momento in cui ha posato per i fotografi, che è emerso il dettaglio più chiacchierato della giornata: un piccolo diamante, un brillantino applicato tra i due incisivi superiori, un vezzo di stile che ha illuminato il suo volto con una scintilla in più, destinata a far parlare di sé -3-10.
L’impatto mediatico del suo arrivo è stato amplificato dalle dichiarazioni rilasciate proprio nel corso di quell’incontro. Shayk, che a Sanremo ci è arrivata con la consapevolezza di chi il palcoscenico lo conosce ma il piccolo schermo italiano lo scopre solo ora, ha raccontato un legame profondo con la musica del nostro paese, un’eredità familiare che l’ha preparata a questo debutto. Ha spiegato, infatti, come sua madre sia stata insegnante di musica per venticinque anni, un’influenza che l’ha portata a suonare il pianoforte e a cantare in un coro da bambina -4-9. Da lì, il passo è stato breve per svelare la colonna sonora della sua infanzia, un immaginario fatto di voci italiane potentissime: “Mia mamma era una grande fan di Adriano Celentano, Mina, Anna Oxa e naturalmente Laura Pausini”, ha confessato, quasi sorpresa lei stessa di ritrovarsi ora a condividere il palco con una di quelle icone -4. La musica italiana, per lei, è una questione di cuore, “molto emozionante e drammatica”, una capacità di arrivare dritti all’anima che ha reso il suo “sogno che si avvera” – come lo aveva definito in un raro post social – ancora più tangibile.




