Netanyahu e la solitudine di Israele: una riflessione sui recenti eventi a Gaza

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Gli errori di Netanyahu sono molti ed evidenti, ma non si possono confondere carnefici e vittime. L'orrore a Gaza è palpabile. All'Onu, gli Stati Uniti hanno posto il veto a una tregua umanitaria a Gaza. Netanyahu è stato etichettato come il più grande antisemita, e Biden è stato accusato di essere il mandante dei prossimi attentati islamici.

In Israele, il cinismo di Netanyahu è evidente. In ogni angolo di Tel Aviv, in ogni liceo o facoltà universitaria; in ogni ospedale, ufficio pubblico o compagnia privata, è appeso e ben visibile, il manifesto coi volti dei rapiti del 7 ottobre, il giorno del pogrom. Dietro ogni volto c'è una storia, dietro ogni singola storia c’è la solenne promessa di familiari, militari, politici: “Fino a che uno solo di voi sarà ancora prigioniero, noi saremo qui a lottare”.

Luigi Daniele, docente di Diritto dei conflitti armati alla Nottingham Trent University, ha dichiarato che la punizione collettiva della popolazione di Gaza è inaccettabile, e quello di Israele è genocidio. "Stiamo esponendo noi stessi al rischio che lo standard di di tutte le guerre future sia questo: difendere alcuni stati cancellandone altri, rimuovere la distinzione tra civili e combattenti, condurre ostilità con premesse di stampo genocidario".

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