Papa Leone XIV a Netanyahu: "Basta guerra, Gaza soffre"

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Nella mattinata di venerdì 18 luglio, Papa Leone XIV ha telefonato al patriarca latino di Gerusalemme, il cardinale Pierbattista Pizzaballa, per avere notizie dirette sulla situazione a Gaza, dove un attacco israeliano ha colpito, il giorno precedente, la parrocchia della Sacra Famiglia. Il pontefice, informandosi sulle condizioni del parroco Gabriele Romanelli e degli altri feriti, ha ribadito al patriarca – in visita nella Striscia – la sua vicinanza, promettendo di fare "tutto il possibile per fermare l’inutile strage di innocenti".

La Santa Sede, confermando la chiamata, ha sottolineato come l’episodio, definito "un errore" da Israele, abbia provocato tre vittime e undici feriti tra i civili rifugiati nel compound parrocchiale, dove da quasi due anni vivono cinquecento persone, tra cui famiglie sfollate. Tra i colpiti c’è anche Suhail, collaboratore de L’Osservatore Romano, autore della rubrica Vi scrivo da Gaza.

Poche ore dopo, è stato il premier israeliano Benjamin Netanyahu a contattare il Papa, esprimendo condoglianze per l’accaduto e definendo "inaccettabile" la crisi umanitaria nella Striscia. Leone XIV, cogliendo l’occasione del colloquio, ha rinnovato l’appello per un "cessate il fuoco immediato", insistendo sulla necessità di garantire corridoi sicuri per gli aiuti alimentari. "Il Santo Padre – si legge nel comunicato vaticano – ha chiesto che si ridia slancio all’azione negoziale, perché la guerra finisca".

L’attacco alla chiesa, avvenuto giovedì 17 luglio con un colpo di tank, ha riacceso le polemiche sulla condotta militare israeliana, già al centro di critiche internazionali per il bilancio di vittime civili. Le immagini dell’esplosione, diffuse dai media, mostrano i danni subiti dall’edificio, mentre le parole di Tornielli – che parla di "globalizzazione dell’indifferenza" – sembrano riecheggiare l’amarezza di una popolazione stremata.

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