Netanyahu annuncia l’offensiva su Gaza dopo l’attentato di Gerusalemme

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha esortato, in un discorso video diffuso lunedì 8 settembre, i civili ad abbandonare senza indugio Gaza City, preannunciando l’imminente inizio di una vasta operazione militare terrestre. Le sue parole, che definiscono i recenti bombardamenti – i quali hanno già raso al suolo diversi grattacieli – «solo un preludio» all’azione principale, giungono in un momento di massima tensione, segnato da un brutale attentato terroristico nella capitale israeliana.

Proprio a Gerusalemme, infatti, si è consumata una strage che ha causato la morte di almeno cinque persone e il ferimento di altre quindici, in un assalto compiuto da terroristi saliti su un autobus alla periferia della città, i quali hanno aperto il fuoco sui passeggieri inermi. I due attentatori, come riportato dai media locali e confermato dai servizi di emergenza, sono stati prontamente «neutralizzati» dalle forze di sicurezza israeliane intervenute sul posto.

In questo quadro già di per sé instabile, si inserisce la notizia di una nuova proposta avanzata dagli Stati Uniti, ora guidati dal presidente Donald Trump, ad Hamas: la liberazione totale degli ostaggi ancora nelle mani del gruppo militante in cambio della sospensione delle operazioni militari israeliane dentro Gaza City. Una mossa diplomatica che, tuttavia, sembra trovare scarso spazio dinanzi alla determinazione espressa da Netanyahu.

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