Palermo, sassaiola a Falsomiele: otto agenti feriti e due volanti distrutte
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Redazione Esteri
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Un inseguimento per le strade di Palermo si è trasformato in un assalto contro le forze dell'ordine. La notte tra domenica e lunedì, nel quartiere di Falsomiele, alla periferia sud della città, un centinaio di residenti ha accerchiato e aggredito gli agenti intervenuti per fermare tre motociclisti impegnati in una gara clandestina. Il bilancio è di otto poliziotti feriti e due volanti gravemente danneggiate.
L'inseguimento e l'aggressione
Tutto è iniziato quando gli agenti hanno intimato l'alt a tre motociclisti in sella a moto di grossa cilindrata senza targa. Uno dei conducenti, già sorpreso in passato alla guida senza patente, ha tentato la fuga innescando un inseguimento tra le vie del quartiere. Uno dei tre è riuscito a dileguarsi, mentre gli altri due, un giovane di 27 anni e un uomo di 52, sono stati bloccati nei pressi di un casolare dove sarebbero stati trovati hashish, cocaina, una pistola scacciacani e denaro.
Nel frattempo, secondo la ricostruzione fornita dalle forze dell'ordine, numerosi residenti sono scesi in strada per ostacolare l'intervento. Nei pressi di largo dei Pinguini, sei agenti a bordo di tre volanti sono stati circondati e le auto colpite da un lancio di pietre, sedie, tavoli e spranghe di ferro. Per riportare la situazione sotto controllo sono intervenute una decina di pattuglie, il reparto mobile e i carabinieri; sarebbero stati esplosi anche alcuni colpi in aria per disperdere la folla.
Le conseguenze giudiziarie
Quattro poliziotti hanno riportato una prognosi di sette giorni e altri quattro di cinque. I due motociclisti bloccati devono rispondere, oltre che delle violazioni al codice della strada, anche di resistenza a pubblico ufficiale, e la posizione delle persone identificate durante gli incidenti è al vaglio dell'autorità giudiziaria.
Sul fronte giudiziario, il segretario del Sap Stefano Paoloni ha reso noto che uno dei motociclisti arrestati è tornato in libertà il giorno successivo al processo per direttissima, con il solo obbligo di dimora nel comune di Palermo e di restare in abitazione dalle 18 alle 6 del mattino. «Garantire il diritto all'incolumità per gli operatori delle forze dell'ordine è un valore che non può essere subordinato a nulla», ha dichiarato Paoloni, definendo «sconcertante» che chi aggredisce pericolosamente le forze dell'ordine non trascorra nemmeno una notte in carcere.
Le reazioni istituzionali e sindacali
Il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi è intervenuto sulla vicenda con un post su X, definendo quanto accaduto «una grave perdita di senso civico e di rispetto per lo Stato». «Fatti come questo testimoniano che il problema è chi delinque e non riconosce le più fondamentali regole della nostra convivenza civile, usando violenza perfino contro le Forze dell'ordine», ha scritto il ministro, esprimendo solidarietà agli agenti feriti.
Il segretario provinciale del Sap di Palermo, Danilo Geraci, intervistato da Tgr Sicilia, ha commentato: «Sicuramente non è un caso isolato, la cronaca parla chiaro: ultimamente la città di Palermo ha vissuto dei momenti di pericolosità sociale importante». «Quando per far sì che due soggetti vengano meno all'arresto intervengono oltre 100 persone significa che c'è veramente un problema sociale» e «non possiamo risolverlo solo noi poliziotti», ha aggiunto.
Il segretario generale aggiunto del Sap, Giuseppe Coco, ha affermato che «i sassi lanciati questa notte contro gli agenti sono sassi contro lo Stato», frutto di «un senso di impunità che si sta sviluppando in una fetta della popolazione che non riconosce più chi cerca di garantire la sicurezza e una convivenza civile». Il segretario generale del Siulp, Felice Romano, ha parlato di «una vera e propria guerriglia civile, un attacco al cuore dello Stato democratico», riferendo che contro gli agenti sarebbero stati lanciati anche pali di ferro, tavoli e sedie.
Il segretario generale del Coisp, Domenico Pianese, ha definito l'episodio «un vero e proprio atto di guerriglia urbana contro lo Stato e le istituzioni», chiedendo un segnale fermo da parte delle istituzioni e dell'autorità giudiziaria.
Il sindaco di Palermo, Roberto Lagalla, ha dichiarato che «non è accettabile che un intervento finalizzato a fermare comportamenti illegali possa trasformarsi in un'aggressione alle forze dell'ordine», aggiungendo che «chi indossa una divisa deve poter svolgere il proprio lavoro senza diventare bersaglio di intimidazioni e violenza».
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