Geraci (Sap Palermo): a Falsomiele un grave problema sociale, non un caso isolato

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Un inseguimento tra le strade di Palermo, poi la sassaiola contro le volanti della polizia. È finita con otto agenti feriti e due auto della polizia gravemente danneggiate la notte di tensione a Falsomiele, quartiere alla periferia sud del capoluogo siciliano, dove un gruppo di residenti, un centinaio di persone, ha cercato di ostacolare l'intervento delle forze dell'ordine. Gli agenti erano intervenuti per fermare i motociclisti di una corsa clandestina in fuga.

«Sicuramente non è un caso isolato, la cronaca parla chiaro: ultimamente la città di Palermo ha vissuto dei momenti di pericolosità sociale importante». Con queste parole il segretario provinciale del Sap di Palermo, Danilo Geraci, intervistato da Tgr Sicilia, ha commentato quanto avvenuto domenica sera nel quartiere di Falsomiele. «Quando per far sì che due soggetti vengano meno all'arresto intervengono oltre 100 persone significa che c'è veramente un problema sociale» e «non possiamo risolverlo solo noi poliziotti», ha aggiunto Geraci.

La dinamica dell'inseguimento e l'aggressione

Tutto è iniziato quando i poliziotti hanno intimato l'alt a tre motociclisti impegnati in una gara clandestina. Uno dei conducenti, già sorpreso in passato alla guida senza patente, ha tentato di fuggire dando vita a un inseguimento tra le vie del quartiere. Uno dei tre è riuscito a scappare, mentre gli altri due, un giovane di 27 anni e un uomo di 52, sono stati bloccati nei pressi di un casolare dove sarebbero stati trovati hashish, cocaina, una pistola scacciacani e denaro.

Nel frattempo, alcuni residenti sono scesi in strada, hanno accerchiato gli agenti a bordo delle volanti e hanno lanciato contro le auto oggetti di ogni tipo, comprese spranghe di ferro. Per riportare la situazione sotto controllo sono intervenute una decina di pattuglie, il reparto mobile e i carabinieri. Sarebbero stati esplosi anche alcuni colpi in aria per disperdere la folla. Quattro poliziotti hanno riportato una prognosi di sette giorni e altri quattro di cinque.

Paoloni (Sap): «Libero dopo nemmeno 12 ore dall'arresto»

«La sera scappa in moto all'alt della polizia, aggredisce alcuni agenti e successivamente, dopo un rocambolesco inseguimento, viene arrestato. Il giorno dopo, nel processo per direttissima, torna in libertà con il solo obbligo di dimora nel comune di Palermo e di restare in abitazione dalle 18 alle 6 del mattino». Lo afferma il segretario del Sap, Stefano Paoloni, su quanto avvenuto nel rione Falsomiele. «Garantire il diritto all'incolumità per gli operatori delle forze dell'ordine è un valore che non può essere subordinato a nulla.

Lo Stato ha il dovere di tutelare i suoi più fedeli servitori, soprattutto quando è messa a rischio la loro incolumità. Chi delinque, se non risponde del proprio agire in modo certo e immediato, si sentirà sempre più autorizzato a innalzare ulteriormente il livello di violenza», ha aggiunto Paoloni. «Si è trattato di un intervento rischioso e pericoloso che ha messo seriamente a repentaglio la sicurezza degli operatori di polizia e ben 8 agenti sono dovuti ricorrere alle cure mediche. Sul posto sono stati trovati anche un ingente quantitativo di denaro contante e di sostanza stupefacente.

Eppure, la mattina successiva il soggetto che si era dato alla fuga e aveva aggredito i colleghi è stato rimesso in libertà. È sconcertante il fatto che chi aggredisce pericolosamente le forze dell'ordine non trascorra nemmeno una notte in carcere», conclude il sindacalista.

Le reazioni istituzionali e sindacali

Duro l'intervento del ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi: «Fatti come questo testimoniano che il problema è chi delinque e non riconosce le più fondamentali regole della nostra convivenza civile, usando violenza perfino contro le Forze dell'ordine. Siamo davanti a una grave perdita di senso civico e di rispetto per lo Stato. Tutti, senza distinzioni, dovrebbero sostenerlo con chiarezza». Il sindaco di Palermo, Roberto Lagalla, ha affermato: «Chi indossa una divisa deve poter svolgere il proprio lavoro senza diventare bersaglio di intimidazioni e violenza».

Il segretario generale aggiunto del Sap, Giuseppe Coco, ha dichiarato che «i sassi lanciati questa notte contro gli agenti sono sassi contro lo Stato», aggiungendo che «sono il frutto di un senso di impunità che si sta sviluppando in una fetta della popolazione che non riconosce più chi cerca di garantire la sicurezza e una convivenza civile». Il Siulp ha parlato di una vera e propria «guerriglia civile», riferendo che contro gli agenti sarebbero stati lanciati anche pali di ferro, tavoli e sedie.

Per il Coisp quanto avvenuto «è un vero e proprio atto di guerriglia urbana contro lo Stato e le istituzioni».

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