Caos Colosseo, Paoloni (Sap): "Garantismo eccessivo rende inermi le forze di polizia"
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Redazione Interno
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La notte del 1° luglio, poco prima delle 22, doveva essere una festa di compleanno sulla terrazza di largo Gaetana Agnesi, affacciata sul Colosseo, e invece si è trasformata in una vera e propria guerriglia urbana che ha visto protagonisti una quarantina di giovani, i cosiddetti "maranza", i quali hanno circondato e aggredito una pattuglia della polizia locale, ferendo due agenti e alimentando nel contempo una clamorosa fake news destinata a fare il giro del web: quella dell'auto di servizio che sarebbe stata "rubata" da uno dei teppisti, circostanza prontamente smentita dalle ricostruzioni ufficiali.
La dinamica degli eventi, ricostruita attraverso le testimonianze e i primi accertamenti, racconta di una serata degenerata rapidamente: i giovani, radunatisi per il compleanno di un cittadino egiziano di 21 anni, hanno inizialmente sparato fuochi pirotecnici, per poi, all'arrivo delle forze dell'ordine, accerchiare l'auto dei vigili urbani e scatenare il panico tra i turisti che affollavano la zona archeologica, lasciando sul campo due agenti feriti e quattro persone fermate dalle autorità, in un contesto di crescente allarme sociale che ha spinto il Comune di Roma ad annunciare un rafforzamento dei controlli e dei presidi in tutta l'area del Colosseo, come confermato dal sindaco Gualtieri.
"Un attacco vile a chi garantisce la sicurezza"
La reazione del sindacato di polizia non si è fatta attendere e ha assunto toni particolarmente duri, con il segretario generale del Sap, Stefano Paoloni, che ha parlato di "attacco vile ed estremamente pericoloso" nei confronti di chi ogni giorno è impegnato a garantire la sicurezza dei cittadini, esprimendo piena solidarietà agli operatori che hanno subito l'aggressione da parte dei cosiddetti "maranza", in una dichiarazione che ha colto l'occasione per puntare il dito contro quello che viene percepito come un problema di fondo: un garantismo eccessivo che, secondo Paoloni, finirebbe per rendere inermi le forze dell'ordine di fronte a episodi di violenza sempre più frequenti e organizzati.
Le parole del segretario del Sap, che ha definito il caos scatenato sotto il Colosseo come un "attacco alla legalità", si inseriscono in un dibattito più ampio che riguarda la gestione dell'ordine pubblico e la percezione di impunità che sembra accompagnare le azioni di queste baby-gang, le quali, composte in gran parte da giovanissimi, agiscono con una determinazione che mette in seria difficoltà gli agenti, spesso costretti a intervenire in condizioni di estrema precarietà e con il timore di subire conseguenze disciplinari per un uso "eccessivo" della forza.
La bufala social e il clima di paura
A complicare ulteriormente il quadro, contribuendo a generare un clima di confusione e disinformazione, ci ha pensato la diffusione sui social network della fake news riguardante la volante della polizia locale che sarebbe stata rubata dai teppisti durante l'assalto, una bufala che ha alimentato per ore un tam tam mediatico destinato ad amplificare la portata dell'episodio e a gettare benzina sul fuoco di un dibattito già infiammato sulla sicurezza nella Capitale, mentre i video e le immagini dell'aggressione continuavano a fare il giro del web, mostrando scene di violenza inaudita che hanno sconvolto l'opinione pubblica.
L'episodio di largo Gaetana Agnesi, al di là della sua eccezionale gravità, ha il merito di riportare l'attenzione su un fenomeno che da tempo affligge le grandi città italiane, e Roma in particolare, dove le cosiddette "baby-gang" o "maranza" che dir si voglia, sono diventate una presenza costante e pericolosa, dedita non solo a disordini e a disturbi per la quiete pubblica, ma anche a reati ben più gravi come furti, borseggi e violenze, che colpiscono residenti e turisti e che richiedono una risposta ferma e coordinata da parte delle istituzioni.
Fermi e controlli: la risposta del Campidoglio
All'indomani dell'aggressione, il Campidoglio ha fatto sapere che i controlli e i presidi delle forze dell'ordine nell'area del Colosseo e nei dintorni saranno rafforzati, con l'obiettivo di rassicurare cittadini e visitatori e di prevenire il ripetersi di episodi analoghi, mentre le forze dell'ordine proseguono le indagini per identificare tutti i partecipanti all'assalto e per ricostruire con esattezza le responsabilità di ciascuno, al netto delle quattro persone già fermate e della denuncia scattata per i due agenti rimasti feriti.
La vicenda, nelle sue diverse sfaccettature, solleva interrogativi complessi che vanno al di là del singolo episodio di cronaca, toccando temi come il degrado urbano, l'inefficacia delle pene per i minorenni e la necessità di ripensare le strategie di controllo del territorio, in un momento storico in cui la percezione di insicurezza cresce di pari passo con la violenza di questi gruppi, che sembrano agire con una consapevolezza e una spregiudicatezza che non hanno nulla da invidiare a quella della criminalità organizzata.




