Caos Colosseo, tra biglietti introvabili e attacchi hacker: la denuncia delle guide
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Redazione Interno
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Roma, con il suo carico di storia che la rende una calamita per flussi turistici senza precedenti, vede nel Colosseo, l’anfiteatro Flavio simbolo assoluto della città, un epicentro di contraddizioni: da un lato il richiamo ineluttabile per milioni di visitatori, dall’altro un sistema di accesso che, nonostante la digitalizzazione delle prenotazioni – introdotta proprio per arginare il bagarinaggio e regolamentare le entrate tramite biglietti nominativi – sembra essersi inceppato, generando un malcontento trasversale che non accenna a placarsi. A gettare luce sul problema, ormai cronico, ci pensano le guide turistiche abilitate, riunite nell’Agta (Associazione Guide Turistiche Abilitate), le quali hanno formalizzato una denuncia precisa all’Autorità garante della Concorrenza e del mercato e all’Anac, chiedendo se sia stato realmente fatto quanto necessario per garantire agli utenti un accesso equo ai tagliandi. Una domanda, questa, che nasce dall’osservazione diretta sul campo: prenotare una visita sembra essersi trasformato in un’impresa, con i turisti che segnalano disponibilità inesistenti persino nei mesi tradizionalmente considerati di bassa stagione.
L’incognita tecnica e la maxi multa dell’Agcm
Sullo sfondo di questa crisi di accessibilità, il Parco Archeologico del Colosseo ha recentemente subito un pesante intervento sanzionatorio da parte dell’Agcm, una maxi multa che ha colpito i servizi di biglietteria del monumento, a riprova di una gestione che gli stessi operatori del settore considerano quantomeno opaca. Ma non è solo una questione di concorrenza o di regole interne: la stessa autorità del parco ha evocato, per giustificare le ricorrenti difficoltà tecniche, la possibilità di attacchi informatici, degli hacker che avrebbero preso di mira il sistema di vendita online. Un’eventualità, quest’ultima, che getta un’ombra lunga sulla resilienza digitale di uno dei siti culturali più visitati al mondo, dove la lotta ai bot e ai circuiti di accaparramento automatizzato si scontra con una domanda che continua a crescere senza sosta.
La pressione della domanda e le dinamiche di mercato
È sotto gli occhi di tutti, e in particolare delle guide che ogni giorno accompagnano i visitatori tra gli archi e i livelli dell’Anfiteatro Flavio, come il sistema stia cedendo sotto il peso congiunto di due fattori: da un lato un’impennata della richiesta che non trova riscontro nella capacità effettiva di emissione dei ticket, dall’altro una sorta di “accaparramento silenzioso” da parte dei grandi operatori turistici. Le guide denunciano che molti biglietti, teoricamente disponibili al pubblico, finiscano per essere assorbiti da circuiti organizzati, i quali utilizzano strumenti tecnologici per aggirare i limiti di acquisto e rivendere poi i pacchetti a prezzi maggiorati. È una dinamica complessa, fatta di algoritmi e prenotazioni simultanee, che trasforma l’accesso alla cultura in una merce sempre più rara e costosa, vanificando lo scopo originario del sistema nominativo.
Nuove regole e interventi correttivi in corso
Di fronte a questa pressione crescente – segnalazioni in aumento, disservizi percepiti quotidianamente e l’ombra degli hacker a complicare ulteriormente il quadro – il Parco Archeologico ha deciso di rispondere con una serie di interventi correttivi, introducendo nuove regole che stanno ridisegnando le modalità di ingresso. Si tratta di misure tecniche e amministrative pensate per arginare il fenomeno, anche se al momento l’efficacia di questi aggiustamenti appare ancora tutta da verificare. Quel che è certo, stando alla denuncia formale dell’Agta, è che la situazione ha raggiunto un livello critico tale da richiedere l’intervento delle autorità garanti, perché il diritto a visitare un patrimonio dell’umanità non può essere sacrificato sull’altare di un mercato parallelo o di inefficienze tecnologiche. E mentre i turisti continuano a sperare in un click risolutivo, le guide restano in prima linea, testimoni silenziosi di un caos che, dal Colosseo, rischia di espandersi a tutto il sistema museale italiano.




