Stop alle banconote da 500 euro, la Bce le archivia: cosa succede ora ai “viola” in circolazione

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Economia Redazione Economia   -   Francoforte ha messo la parola fine sulla produzione del taglio da 500 euro, una decisione – e va detto – che nell’aria già da tempo aleggiava, visto che la Banca centrale europea, con l’avvio della nuova serie “Europa”, ne aveva escluso la ristampa. La conferma, arrivata in queste ore, non rappresenta una sorpresa per gli addetti ai lavori, ma chiude di fatto un capitolo lungo vent’anni della storia monetaria del Vecchio continente. Il “viola”, questo il nome affibbiatogli dai collezionisti per la sua tonalità dominante, era finito nel mirino delle autorità di vigilanza per una ragione molto precisa: la sua scomoda fama di essere la banconota preferita dalla criminalità organizzata e dal riciclaggio di denaro.

Perché il taglio da 500 euro è stato considerato un rischio per la sicurezza

Il cuore del problema è di natura puramente logistica. Un solo pezzo da 500 euro, si pensi, occupa pochissimo spazio, e una valigetta di dimensioni contenute può contenere un patrimonio. Questa caratteristica, che in apparenza sembra una comodità, ne ha fatto lo strumento ideale per il finanziamento del terrorismo e per quelle transazioni in nero che necessitano di muovere capitali senza lasciare traccia. Non a caso, negli ambienti investigativi, era stata ribattezzata con il sinistro soprannome di “Bin Laden”, proprio per la sua elusività e la difficoltà di essere intercettata nei controlli di routine. La Bce, consapevole di questa distorsione d’uso, ha quindi deciso di non includerla nel redesign della “serie tre” delle banconote, spostando l’attenzione su tagli più piccoli e tecnologicamente più sicuri, come i 20, i 50 e i 100 euro, che saranno dotati di sistemi anti-contraffazione all’avanguardia.

Nuovi volti per l’euro: dalla Callas a Leonardo, ecco i possibili protagonisti

Mentre il vecchio taglio da 500 esce di scena, la Bce sta accelerando sul restyling delle banconote rimanenti, un progetto che dovrebbe vedere la luce entro la fine del 2026 se i tempi saranno rispettati. L’istituto centrale ha selezionato due possibili linee grafiche su cui i cittadini europei saranno chiamati a esprimersi. Da un lato c’è il tema “Cultura europea”, che rompe con l’astrattezza dei monumenti fittizi delle serie precedenti per puntare su figure storiche reali: Maria Callas brillerebbe sui 5 euro, Ludwig van Beethoven sui 10, Marie Curie sui 20, Miguel de Cervantes sui 50, il genio di Leonardo da Vinci sui 100 e Bertha von Suttner, pacifista austriaca, sui 200 euro. Dall’altro lato, l’opzione naturalistica “Fiumi e uccelli”, che esalterebbe paesaggi fluviali e specie autoctone per simboleggiare la libera circolazione e l’assenza di confini.

Cosa fare se si possiede ancora una banconota da 500 euro

Parliamo chiaro: chi ha ancora nel cassetto qualche “viola” non deve temere di aver visto i propri risparmi sfumare nel nulla. La banconota, è bene sottolinearlo, mantiene inalterato il suo corso legale e soprattutto il suo valore nominale, che è pari a 500 euro. Tuttavia, nella pratica quotidiana, spenderla sta diventando un’impresa. Molti piccoli esercenti, per mancanza di resto o per timore di raggiri, si rifiutano di accettarle, mentre i grandi magazzini sono generalmente più attrezzati per gestirle, a patto che l’importo della spesa sia congruo.

L’alternativa più praticabile è il versamento in banca. È un’operazione lecita, ma è opportuno sapere che scatta un meccanismo di controlli più rigoroso rispetto ad altri tagli. Le banche hanno l’obbligo di vigilare sul riciclaggio, e somme consistenti versate in pezzi unici da 500 euro possono essere lette dagli algoritmi come un potenziale “red flag”. In sostanza, se il denaro proviene da risparmi documentati o da una vendita tracciabile, non c’è alcun reato, ma è consigliabile effettuare il versamento in un’unica soluzione, dichiarandone la provenienza, piuttosto che frazionarlo in più bonifici per “non farsi notare” (un comportamento, quest’ultimo, che spesso produce l’effetto opposto). La stessa Banca d’Italia garantirà la conversione senza limiti di tempo per chi vorrà sostituirle.

Resiste ancora il taglio da 200 euro, ma il futuro è incerto

Mentre i 500 euro scompaiono ufficialmente dalla produzione, la Bce ha lasciato temporaneamente in piedi il taglio da 200 euro. Questo non significa però che la sua posizione sia al sicuro. Sul tavolo di Francoforte, infatti, resta aperta la possibilità di un progressivo ridimensionamento anche della banconota grigia, anche se al momento non è stata presa alcuna decisione definitiva in merito. Quel che è certo, insomma, è che l’euro sta cambiando volto: si punta a una moneta fisica più tracciabile, moderna e difficile da falsificare, relegando i grandi tagli a un ruolo marginale – se non a quello di semplice ricordo da collezione.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.