Milano-Cortina 2026, il trionfo azzurro unisce Meloni e Schlein nell’orgoglio per i trenta podi
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Redazione Sport
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Sono trenta, un numero che vale una posizione da incorniciare nel medagliere e la certezza, semmai ce ne fosse bisogno, di aver assistito a qualcosa di straordinario: l’Italia delle Olimpiadi invernali, quella che ha ospitato i Giochi tra Milano, Cortina e le valli circostanti, si è scoperta più forte e competitiva che mai. Il traguardo delle trenta medaglie, un bottino che vale il quarto posto assoluto nella classifica per nazioni alle spalle di una Norvegia dominante, degli Stati Uniti e dei Paesi Bassi, rappresenta un primato assoluto per la spedizione azzurra, un miglioramento netto rispetto ai venti allori di Lillehammer '94 che resisteva da oltre trent'anni -1. Dieci quelle d’oro, sei d’argento e quattordici di bronzo: un fatturato di podi che ha pochi eguali nella storia dello sport invernale italiano e che ha saputo catalizzare l’attenzione del paese, trasformando l’evento in una vetrina di talento e organizzazione.
E così, mentre l’eco dell’hockey maschile vinto dagli Stati Uniti si spegneva lentamente e il sipario calava sull’Arena di Verona con una cerimonia di chiusura che molti hanno definito da brividi, è arrivato il momento dei bilanci e delle dichiarazioni istituzionali. La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, che nei giorni scorsi aveva già speso parole di elogio per i ragazzi e le ragazze capaci di portare in alto il tricolore, ha voluto sottolineare come l’impresa vada ben oltre il mero dato numerico: le emozioni suscitate, ha spiegato, sono il lascito più autentico di questa edizione dei Giochi, un patrimonio di orgoglio che accompagnerà l’Italia ancora a lungo, forte anche dei complimenti ricevuti dai leader internazionali presenti per l’impeccabile macchina organizzativa messa in campo -3-8. C’è la consapevolezza, nelle sue parole, di aver mostrato al mondo un volto competente e accogliente, un’immagine di bellezza e di efficienza che troppo spesso, altrove, si fatica a riconoscere.
Dall’altra parte dello spettro politico, la segretaria del Partito democratico Elly Schlein ha voluto ugualmente rendere omaggio a chi ha reso possibile questo trionfo, parlando di un’Italia bellissima, fatta di passione, sacrificio e ospitalità. Un riconoscimento che arriva nonostante le distanze e le polemiche che avevano caratterizzato le settimane precedenti l’evento, quando la leader dem aveva criticato la gestione di alcune questioni legate alla sicurezza e alla presenza di ospiti internazionali, finendo persino per essere chiamata in causa dal sindaco di Milano Beppe Sala, il quale aveva sottolineato come sarebbe stato opportuno che la segretaria fosse presente a godersi lo spettacolo dei Giochi -2-7. Ma la potenza dei fatti, in questo caso i trenta podi azzurri, ha messo tutti d’accordo, trasformando le possibili tensioni in un coro unanime di plauso verso gli atleti.
Un risultato storico che va oltre la politica e guarda già ai prossimi appuntamenti
Quella trentesima medaglia, arrivata al termine di quattordici giorni di gare serrate, rappresenta molto più di un numero in una classifica: è il frutto di un movimento sportivo che ha saputo esprimersi su dieci discipline diverse, una varietà che pochi altri paesi al mondo possono vantare e che racconta di una profondità di talenti rara -1. La ministra per le Riforme istituzionali, Elisabetta Casellati, ha voluto enfatizzare proprio questo aspetto, parlando di un’Italia fiera, capace e all’altezza della sfida, e sottolineando come lo Stato abbia creduto in questo progetto e come il successo ottenuto ne sia la più chiara dimostrazione. Le vittorie, spesso arrivate in rimonte mozzafiato come nel caso dello short track o dello sci di fondo, hanno dipinto un quadro di determinazione e cuore, qualità che hanno permesso agli azzurri di superare se stessi e di entrare di diritto nella leggenda olimpica -5.
C’è poi un dettaglio che non sfugge a chi ha seguito l’evolversi della competizione: l’Italia ha chiuso con dieci ori, gli stessi dei Paesi Bassi terzi in classifica, e se la differenza nel totale delle medaglie è così ampia lo si deve soprattutto alla capacità di piazzare atleti sul podio in una miriade di specialità diverse. Un segnale importante, questo, che lascia presupporre un vivaio in buona salute nonostante il ricambio generazionale che attende molte discipline. E mentre il medagliere viene archiviato e si spengono i riflettori sull’evento, lo sguardo di tutti, compreso quello della premier, si sposta già sui prossimi protagonisti: gli atleti paralimpici, pronti a scendere in campo per regalare nuove emozioni e continuare a far risuonare l’inno di Mameli nel cielo di Milano e Cortina, confermando se possibile l’entusiasmo di queste due settimane -8.
L’organizzazione impeccabile e la risposta del pubblico, pilastri di un successo condiviso
Se le gesta sportive hanno rubato la scena e riempito le prime pagine dei giornali, a fare da contrappunto silenzioso ma fondamentale è stato il lavoro di migliaia di persone, quelle che hanno permesso ai Giochi di funzionare come un orologio svizzero, per usare una metafora cara agli sport invernali. L’efficienza degli impianti, a partire dal nuovissimo stadio del ghiaccio a Milano e dalle piste storiche di Cortina e della Val di Fiemme, è stata lodata da addetti ai lavori e delegazioni straniere, che hanno fatto a gara nei complimenti pubblici e privati. Una macchina organizzativa che, come ha ricordato la stessa Meloni, ha potuto contare sull’entusiasmo e l’abnegazione dei volontari, veri e propri angeli custodi di questa edizione, pronti ad assistere atleti e pubblico con un sorriso, e sulla professionalità delle forze dell’ordine e dei soccorsi, garanti di un clima sereno e sicuro -3-8.
Il pubblico italiano, poi, ha risposto presente con una passione travolgente, riempiendo gli stadi e i bordi delle piste e regalando un’atmosfera calda e festosa che gli stessi atleti hanno indicato come un valore aggiunto, una spinta emotiva in più nei momenti cruciali delle gare. Un entusiasmo che ha superato anche il comprensibile campanilismo, come ha notato il sindaco Sala, quando ha ricordato gli applausi tributati alla squadra statunitense, un gesto di sportività che ha fatto onore al paese ospitante -7. È in questi particolari, nella capacità di essere fieri dei propri campioni ma anche rispettosi degli avversari, che si misura la statura di una nazione. E l’Italia, in questi giorni, ha dimostrato di saper stare sul palcoscenico più importante del mondo con la naturalezza di chi, finalmente, ha preso coscienza del proprio valore.
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Milano-Cortina 2026, l'Italia chiude con 30 medaglie: un record storico. Meloni e Schlein unite nell'orgoglio per il trionfo azzurro.




