Andy Burnham nuovo premier britannico: "La mia sfida è ridare stabilità al Paese"
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Redazione Esteri
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La cerimonia di passaggio di consegne a Downing Street si è conclusa con la formalizzazione dell'incarico ad Andy Burnham, che ha ricevuto da re Carlo III il mandato per formare un nuovo governo. Il leader laburista, ex sindaco di Manchester, ha ufficialmente sostituito il dimissionario Keir Starmer, diventando il settimo inquilino di Number 10 dal 2016. Un cambio della guardia che, come sottolineato dalle cronache, restituisce alla politica britannica un volto nuovo, con l'obiettivo dichiarato di ricucire uno strappo nella fiducia dei cittadini dopo anni di instabilità.
L'investitura a Buckingham Palace e l'addio di Starmer
Il presidente del Partito Laburista ha ricevuto l'incarico a Buckingham Palace, dove si è recato accompagnato dalla moglie Marie-France van Heel, dopo che il sovrano aveva accolto le dimissioni del suo predecessore. Come riportato nel comunicato ufficiale, "Sua Maestà ha ricevuto in udienza l'Onorevole Andrew Burnham, membro del Parlamento, e gli ha chiesto di formare un nuovo governo", richiesta che è stata accettata dal neopremier.
Per re Carlo si tratta del quarto insediamento di un primo ministro in appena quattro anni di regno, e questo passaggio segna la fine della breve, ma turbolenta, parentesi di governo guidata da Keir Starmer. Uscendo da Downing Street, Starmer ha difeso il suo operato, parlando di un "Paese più forte e più giusto" rispetto a due anni fa e auspicando successo per il suo successore.
"Unità e stabilità": le parole del nuovo inquilino di Downing Street
Davanti al celebre portoncino di Downing Street, il nuovo premier ha tenuto il suo primo discorso ufficiale, gettando subito le basi per il suo mandato. Burnham ha dichiarato che il Regno Unito deve dimostrare al mondo di poter ritrovare la propria stabilità, definendo questa la sfida principale che lo attende. Consapevole di rappresentare il settimo primo ministro in dieci anni, ha parlato della necessità di un "nuovo senso nazionale di unità", ponendo la cura delle persone al centro di ogni iniziativa e promettendo di porre fine al fenomeno dei senzatetto.
Il suo approccio, comunicativo e diretto, è parso subito in netto contrasto con lo stile più compassato e ingessato del suo predecessore, con il quale pure condivide l'appartenenza al partito.
Le priorità e i primi impegni del governo Burnham
Nelle sue prime dichiarazioni pubbliche, Burnham ha delineato un'agenda politica che punta a dare respiro ai cittadini in difficoltà a causa del costo della vita. Ha parlato di un piano a lungo termine per i prossimi dieci anni, finalizzato a reindustrializzare il Paese e a superare la svolta negativa degli anni Ottanta, senza però trascurare interventi immediati. Tra le misure anticipate per i primi giorni di mandato figurano la revoca del controverso piano per l'introduzione di una carta d'identità digitale e un maggiore controllo pubblico su alcuni servizi essenziali.
Non mancano, inoltre, segnali di una politica energetica che prevede il via libera a nuove licenze per le trivellazioni nel Mare del Nord, una scelta che già trova il plauso del presidente americano Donald Trump ma che rischia di aprire un fronte con l'ala più ecologista del suo stesso schieramento.
Il settimo inquilino di Downing Street in un decennio
L'ascesa di Burnham, che fino a poche settimane fa era primo cittadino di Manchester, rappresenta un ulteriore, rapido cambiamento ai vertici del governo britannico. La sua nomina è il risultato di una crisi politica interna al Partito Laburista che ha portato alle dimissioni di Keir Starmer, sempre più impopolare e contestato dopo una serie di sconfitte elettorali locali e decisioni giudicate poco sagge.
Il nuovo premier, che ha conquistato il sostegno della maggioranza dei parlamentari senza dover ricorrere a elezioni primarie, eredita un Paese alle prese con sfide complesse che vanno dalla crisi del costo della vita alla difficoltà di realizzare il programma di costruzione di nuove case. Con un occhio alla storia politica recente, l'unico vero "veterano" che assiste al cambio della guardia è il gatto Larry, il celebre acchiappa-topi di Downing Street che, con i suoi 19 anni, si prepara ad accogliere il suo settimo compagno di stanza.




