Andy Burnham primo ministro britannico, le sfide del nuovo governo
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Redazione Esteri
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Andy Burnham primo ministro britannico si prepara ad affrontare una fase politica segnata da grandi questioni economiche e sociali, mentre il suo insediamento a Downing Street apre una nuova stagione per il Regno Unito. Lo scrittore inglese Geoff Dyer descrive Burnham come un “populista buono” e sostiene che il Paese abbia bisogno di più socialismo, ma avverte anche del rischio di spingere il cambiamento fino a trasformarlo in un modello che possa allontanare i ricchi.
Il giudizio di Geoff Dyer sul nuovo leader Labour
Secondo Geoff Dyer, autore dell’ultimo “Compiti a casa” e in partenza per Vieste per il festival “Il libro possibile”, Andy Burnham rappresenta una figura politica capace di intercettare alcune esigenze del Paese. Lo scrittore parla di un populismo considerato positivo, collegandolo alla necessità di un maggiore intervento socialista, ma indica anche una linea di attenzione per evitare conseguenze estreme nelle scelte economiche. La posizione espressa da Dyer si inserisce nel dibattito sul nuovo corso del governo britannico e sulle direzioni che Burnham potrebbe seguire.
I primi cento giorni di Andy Burnham da primo ministro britannico vengono descritti come una fase intensa, con l’obiettivo dichiarato del governo di riconquistare le aree operaie e bianche del nord e delle Midlands inglesi che negli anni sono state influenzate da Farage, Brexit e dalle destre. Al centro della discussione ci sono le scelte politiche che definiranno il rapporto tra un possibile populismo di sinistra e le esigenze economiche del Paese. Tra i temi indicati figurano anche le trivelle nel Mar del Nord e le nazionalizzazioni.
Pensioni e conti pubblici tra le priorità del governo
Uno dei temi principali nell’agenda di Burnham riguarda il sistema pensionistico britannico, con l’obiettivo di ridurre il costo delle pensioni di Stato, cresciuto fino a superare quest’anno i 146 miliardi di sterline. La spesa, secondo quanto riportato, è diventata più alta del doppio rispetto al budget della difesa, rendendo la questione pensionistica una delle priorità per il nuovo governo. La possibile strategia indicata prevede un aumento dell’età per ricevere la pensione di Stato.
La modifica considerata porterebbe l’età pensionabile dai 66 ai 68 anni già dal 2037, anticipando il cambiamento rispetto alla previsione precedente del 2044. La revisione delle pensioni rappresenta quindi uno dei passaggi più delicati per il nuovo esecutivo guidato da Andy Burnham, insieme alle altre decisioni economiche e sociali che accompagneranno l’inizio del suo mandato. Il tema mette al centro il rapporto tra sostenibilità della spesa pubblica e scelte politiche del governo.
Il nuovo premier cattolico dopo oltre cinque secoli
L’insediamento di Andy Burnham segna anche un evento storico per la Gran Bretagna dal punto di vista religioso: il Paese avrà un primo ministro cattolico dopo oltre cinque secoli. Nessun cattolico romano aveva ricoperto l’incarico di capo del Governo della Corona inglese dagli anni Cinquanta del XVI secolo, quando la regina Maria I aveva cercato di invertire il percorso della Riforma inglese avviata durante il regno di Enrico VIII.
Questa lunga parentesi si chiuderà con l’arrivo di Burnham a Downing Street il prossimo 20 luglio. Il nuovo premier si troverà così a gestire contemporaneamente le aspettative legate al cambiamento politico, le questioni economiche come il costo delle pensioni e le scelte strategiche su temi come energia e nazionalizzazioni, mentre il suo governo inizierà il percorso annunciato per il Regno Unito.




