Andy Burnham apre all’Ue e punta sulla decentralizzazione della Gran Bretagna
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Redazione Esteri
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Andy Burnham si prepara a guidare la Gran Bretagna con l’obiettivo di segnare una discontinuità rispetto al predecessore Sir Keir Starmer, puntando su un piano politico che dovrà essere comunicato con chiarezza e con una direzione riconoscibile. L’ex sindaco di Manchester, descritto come il “re del Nord”, arriva a Downing Street con la sfida di affrontare le difficoltà del Paese e di rispondere all’avanzata dell’ultradestra. Tra i temi centrali della sua linea politica emerge il rapporto con l’Unione europea e la volontà di trasformare il funzionamento interno del Regno Unito attraverso una maggiore decentralizzazione.
La sfida di Burnham tra stabilità politica e rapporto con l’Ue
Il nuovo primo ministro britannico dovrà dimostrare di avere una strategia definita per superare la fase di incertezza e per ottenere risultati migliori rispetto alla precedente leadership. La sua figura viene osservata come quella di un amministratore con una lunga esperienza locale, arrivato alla guida del governo dopo il ruolo ricoperto come sindaco di Manchester, la seconda città più importante della Gran Bretagna. La scelta di riaprire la porta all’Ue si inserisce in un quadro più ampio, mentre il suo governo cerca di riconquistare aree operaie e bianche del nord e delle Midlands inglesi che sono state attratte da Farage, Brexit e dalle destre.
Il percorso politico di Burnham viene accompagnato anche da interrogativi sulla natura delle sue proposte. Lo scrittore inglese Geoff Dyer lo ha definito un “populista buono”, sostenendo che il Paese abbia bisogno di più socialismo, ma mettendo in guardia dal rischio di un modello che possa portare alla fuga dei ricchi. Il dibattito riguarda quindi l’equilibrio tra politiche sociali più incisive e la necessità di mantenere una struttura economica capace di coinvolgere diverse fasce della società.
La decentralizzazione come progetto per ridurre le disuguaglianze
Uno dei punti principali della proposta di Andy Burnham riguarda la decentralizzazione del Regno Unito, considerato un’anomalia tra le democrazie sviluppate per il livello ridotto di gestione fiscale affidata agli enti locali. Attualmente soltanto il 6 per cento del gettito fiscale viene amministrato a livello locale, una quota molto inferiore rispetto al 20 per cento della Francia e ai livelli vicini al 50 per cento registrati in Germania e negli Stati Uniti. Secondo economisti e legislatori, questa forte centralizzazione ha contribuito ad accentuare le differenze interne del Paese.
Le disuguaglianze territoriali rappresentano uno dei problemi che Burnham intende affrontare con un maggiore trasferimento di poteri ai territori. Il confronto indicato dagli osservatori riguarda divari economici che, secondo quanto riportato, oggi superano persino quelli storicamente noti tra la Germania dell’Est e dell’Ovest o tra il Nord e il Sud dell’Italia. La decentralizzazione viene quindi presentata come uno strumento per modificare il rapporto tra governo centrale e aree locali.
I primi cento giorni e le scelte su energia e nazionalizzazioni
Il nuovo governo guidato da Andy Burnham annuncia una fase iniziale caratterizzata da decisioni rilevanti, con i primi cento giorni descritti come un periodo intenso. Tra le ipotesi indicate figurano interventi sulle trivellazioni nel Mare del Nord e possibili nazionalizzazioni, mentre resta aperto il confronto sulla natura delle sue politiche e sulla definizione di un possibile “populismo di sinistra”. Le scelte annunciate dovranno accompagnare la ricerca di consenso nelle aree che il Labour vuole riconquistare.
Il passaggio a Downing Street arriva dunque con una serie di sfide legate alla stabilità politica, al rapporto con l’Europa, alla distribuzione dei poteri e alle misure economiche. Burnham dovrà comunicare il proprio progetto mostrando una linea precisa, mentre il dibattito pubblico britannico si concentra sulle modalità con cui il nuovo primo ministro intende affrontare le divisioni territoriali e la pressione esercitata dalle forze di destra.




