L'11 settembre e il conto dei tumori: nuovi record a Ground Zero a 25 anni dall'attentato
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Redazione Esteri
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Il conto delle vittime dell'11 settembre non si è mai chiuso. Venticinque anni dopo il crollo delle Torri Gemelle, il bilancio sanitario continua ad aggravarsi con numeri che, in alcuni casi, segnano aumenti a doppia cifra. Secondo i dati aggiornati del programma sanitario gestito da Northwell Health, le nuove diagnosi di tumore certificate tra i soccorritori, i residenti e i lavoratori esposti alle polveri di Ground Zero sono schizzate del 75% nel biennio 2023-2025.
Un incremento che i medici definiscono senza precedenti per una popolazione già duramente provata dagli effetti dell'amianto e delle altre sostanze tossiche rilasciate nell'aria per mesi dopo l'attentato. Il dato più drammatico riguarda i tumori del polmone, la cui incidenza, secondo i referti clinici, è più che raddoppiata nell'arco degli ultimi cinque anni, portando il numero complessivo di patologie oncologiche certificate tra gli esposti a superare quota 57mila casi.
La polvere di Ground Zero
Il crollo delle due torri aveva generato una nube di detriti e polveri sottili che avvolse Manhattan per settimane, depositandosi su strade, edifici e nei polmoni di decine di migliaia di persone. Gli studi epidemiologici condotti negli anni successivi hanno progressivamente allargato lo spettro delle patologie riconducibili a quell'esposizione, includendo non solo i tumori polmonari ma anche neoplasie del sangue, dell'apparato digerente e della tiroide. La certificazione di 57.200 casi ufficiali rappresenta soltanto la punta di un iceberg che gli esperti stimano molto più ampio, considerando i lunghi tempi di incubazione di molte forme tumorali e la difficoltà di stabilire un nesso causale certo in assenza di un monitoraggio continuo della qualità dell'aria nei primi mesi successivi al disastro.
I documenti segreti dell'amministrazione
Alla vigilia del 25esimo anniversario, il sindaco Zohran Mamdani ha compiuto un gesto che molti sopravvissuti attendevano da anni: la pubblicazione integrale di oltre 170mila pagine di documenti interni custoditi finora in 68 scatoloni, ritrovati solo nel 2025 dopo essere rimasti per più di due decenni fuori dalla portata del pubblico.
Le carte, messe online l'8 settembre 2026, comprendono rapporti sulla qualità dell'aria, test sulla contaminazione da amianto, comunicazioni interne e verbali delle riunioni in cui l'ex sindaco Rudolph Giuliani e i suoi collaboratori discussero le misure da adottare dopo il crollo.
"Questi documenti mostrano cosa sapesse la città riguardo all'aria tossica nei pressi di Ground Zero, quando ne fosse a conoscenza e come abbia agito per limitare la propria responsabilità", ha dichiarato Mamdani durante la conferenza stampa di presentazione dell'archivio municipale, il primo dedicato specificamente alle conseguenze ambientali e sanitarie dell'11 settembre.
Il memorandum dell'ottobre 2001
Tra i materiali resi pubblici spicca un memorandum datato ottobre 2001, redatto a poche settimane dagli attentati, nel quale l'amministrazione Giuliani valutava già il rischio di migliaia di cause legali per esposizione alle sostanze tossiche. Lo stesso documento, che ora diventa un elemento centrale dell'inchiesta sulla gestione dell'emergenza, coesisteva con le rassicurazioni ufficiali fornite ai cittadini circa la sicurezza dell'aria e l'assenza di pericoli immediati per la salute.
La divaricazione tra le valutazioni interne e le comunicazioni pubbliche emerge con chiarezza dalle carte desecretate, che includono anche analisi sulla contaminazione delle polveri e i primi rilevamenti sull'amianto disperso nell'ambiente urbano. I test dell'epoca, secondo quanto si evince dai documenti, avevano rilevato concentrazioni di fibre di amianto ben al di sopra dei limiti di sicurezza in diverse zone di Lower Manhattan, ma le autorità scelsero di non diramare allarmi generalizzati per non alimentare il panico e non ostacolare le operazioni di ricerca e soccorso.
La risposta sanitaria e il nuovo archivio
Il programma sanitario di Northwell Health, che segue da anni la popolazione esposta, ha registrato l'aumento del 75% delle diagnosi oncologiche confrontando i dati del 2023 con quelli del 2025, un balzo che gli stessi ricercatori faticano a spiegare solo con il normale decorso temporale delle patologie. I medici ipotizzano che fattori concomitanti, come lo stress post-traumatico e l'esposizione prolungata a inquinanti ambientali nelle aree ancora contaminate nei mesi successivi al crollo, possano aver accelerato l'insorgenza di alcune forme tumorali.
L'archivio pubblico municipale aperto da Mamdani mette a disposizione degli studiosi una mole senza precedenti di dati, tra cui i verbali delle riunioni del comitato scientifico che consigliò l'amministrazione sulle misure di bonifica e i rapporti sull'efficacia dei dispositivi di protezione individuale distribuiti ai soccorritori. Le 170mila pagine digitalizzate rappresentano solo una prima tranche del materiale disponibile, con l'impegno dell'amministrazione a proseguire la pubblicazione dei restanti documenti man mano che verranno scannerizzati e indicizzati per la consultazione pubblica.
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