Il ritorno della Citroën 2CV nel 2028: sarà un’elettrica low-cost
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Redazione Economia
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La casa francese ha ufficializzato il ritorno di uno dei suoi nomi più iconici, quel double chevron che per decenni ha rappresentato l’anticonformismo su quattro ruote, e l’ha fatto nel modo più clamoroso possibile: la nuova 2CV sarà una citycar a batteria, con un prezzo di listino che, stando alle prime proiezioni, si attesterà intorno ai 18.000 euro. Una cifra, quest’ultima, che la colloca di diritto nel segmento delle elettriche low-cost, un territorio storicamente ostico per le case generaliste ma che Stellantis – lo si è capito durante l’Investor Day di Detroit – intende presidiare con ferocia. Il dettaglio, per molti versi sorprendente, riguarda il luogo di produzione: non la Francia, come ci si aspetterebbe da un’operazione nostalgia di tale portata, bensì l’Italia, precisamente a Pomigliano d’Arco. Un passaggio, questo, che rilancia il ruolo dello stabilimento campano all’interno del piano FaSTLAne 2030, dove il colosso nato dalla fusione tra FCA e PSA sta ridisegnando la geografia industriale del Vecchio Continente.
Un mito su quattro ruote sta per tornare e Stellantis lo mette al centro dei propri progetti green
Durante la presentazione del piano strategico, che gli addetti ai lavori hanno seguito con l’attenzione riservata agli atti ufficiali più che alle semplici dichiarazioni d’intenti, sono emerse indiscrezioni concrete su quello che un tempo sarebbe sembrato un azzardo di marketing. Il marchio transalpino, spiegano le fonti, lancerà entro il 2030 ben sette nuovi modelli, ma tra questi la 2CV elettrica rappresenta il vero jolly. Non tanto per le specifiche tecniche – ancora avvolte da un alone di riservatezza che solo gli ingegneri di Stellantis possono squarciare – quanto per il valore simbolico: riportare in strada un’auto che ha fatto la storia della mobilità popolare, declinandola però in chiave contemporanea e, soprattutto, accessibile. Le loro ricerche di mercato hanno mostrato che l’effetto nostalgia, se abbinato a un prezzo aggressivo, può funzionare anche in un’epoca dominata dai Suv pesanti.
Il piano industriale di Stellantis per l’Italia: Pomigliano diventa un hub strategico
E proprio l’aspetto produttivo merita un’analisi separata, perché non è frequente che un’icona francese venga assemblata nello stabilimento che fu della Alfasud. La decisione di produrre la nuova 2CV a Pomigliano d’Arco, confermata durante l’Investor Day dal CEO Antonio Filosa, si inserisce in un ridisegno più ampio degli stabilimenti nazionali. Melfi, Atessa, Mirafiori e Cassino riceveranno investimenti e nuovi progetti, ma è Pomigliano a ottenere la vetrina più luccicante. Una scelta, quella di Filosa e del suo team, che parla chiaro: l’Italia non è solo un mercato, ma un vero e proprio hub manifatturiero per le piccole elettriche del gruppo. Del resto, la nuova 2CV non sarà un’operazione effimera da collezionisti, bensì una citycar pensata per volumi consistenti, con un prezzo (circa 18.000 euro) che la rende concorrenziale rispetto alla Dacia Spring e alle future cinesi a basso costo.
Confermata la nuova serie per il 2028: il progetto esecutivo è già in fase avanzata
Chi sperava in una semplice riedizione in chiave retrò potrebbe restare deluso, perché la direzione tecnica di Citroën ha scelto la via dell’interpretazione moderna. La carrozzeria riprenderà i tratti essenziali dell’originale – quelle linee tondeggianti e quel tetto in tela che molti rimpiangono – ma lo farà con materiali riciclati e soluzioni aerodinamiche aggiornate. La piattaforma sarà dedicata, quasi certamente una variante compatta della famiglia e-CMP, già utilizzata per Peugeot e-208 e Opel Corsa-e. L’autonomia, secondo le prime stime non ufficiali, dovrebbe aggirarsi intorno ai 200-250 chilometri nel ciclo WLTP, una distanza più che sufficiente per l’uso cittadino e periurbano. Nessuna follia prestazionale, dunque, ma nemmeno rinunce inaccettabili: il mantra, qui, è “essenziale ma non povero”. Un equilibrio delicato che i progettisti francesi – bisogna dirlo – hanno spesso saputo interpretare meglio di altri. L’arrivo è fissato per il 2028: mancano ancora diversi anni, ma i tempi dell’industria automobilistica, si sa, sono lunghi quanto le code ai semafori di Parigi.




