Famiglia nel bosco, il padre inizia il trasloco nel casolare offerto a Ortona
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Redazione Interno
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Nathan, il padre dei tre bambini allontanati dal loro insediamento nel bosco di Palmoli, ha iniziato a trasferire i primi effetti personali nel casolare che un ex ristoratore di Ortona, Armando Carusi, ha messo a sua disposizione senza chiedere nulla in cambio. L’azione, che segue di pochi giorni l’ordinanza del Tribunale per i minorenni dell’Aquila, rappresenta un passo concreto verso quella che i legali della famiglia definiscono una “nuova strategia”, la quale, pur non costituendo una rinuncia allo stile di vita precedente, mira a soddisfare le condizioni basilari richieste dall’autorità giudiziaria per avviare il percorso di ricongiungimento. L’uomo, con poche parole in un italiano non sempre preciso, ha ringraziato per il sostegno ricevuto, dichiarando di avere “fiducia nei giudici” ma preferendo di non aggiungere altri commenti sulla delicata vicenda.
La proposta dell'ex ristoratore
Armando Carusi, il quale – come ha raccontato lui stesso – ha gestito insieme alla moglie il ristorante “Vecchio Teatro” sul lungomare di Ortona per poi cederlo circa un anno e mezzo fa a causa degli impegni gravosi che comportava, ha offerto la casa di sua proprietà, nota come “Nonna Gemma”, affinché Nathan potesse avere una sistemazione stabile. “Domani pranzo nella mia casa di Palmoli con Nathan”, aveva anticipato Carusi, sottolineando come, per un periodo, quella sarebbe diventata la casa dell’uomo. A occuparsi della cucina, in quell’occasione come in altre, saranno lui e sua figlia, eredi di una “lunga tradizione di ristoratori” che ora si traduce in un gesto di solidarietà concreta.
Il compromesso per il ricongiungimento
L’accettazione dell’alloggio, che i legali Marco Femminella e Danila Solinas hanno inquadrato nel cosiddetto “compromesso dei Trevallion”, costituisce la risposta pratica alla necessità di garantire ai minori un ambiente abitativo idoneo, condizione che i giudici avevano rilevato come carente nella precedente sistemazione all’aperto. La disponibilità di un tetto, per quanto provvisorio, è infatti uno dei presupposti fondamentali affinché si possa ricostituire la convivenza familiare, interrotta quando i bambini sono stati trasferiti insieme alla madre in una struttura comunitaria. L’inizio del trasloco, avvenuto domenica mattina con un furgone carico di indumenti, cuscini e coperte, segna pertanto l’avvio di una fase nuova, sebbene ancora in divenire.
I prossimi passi della famiglia
Mentre Nathan si insedia progressivamente nella nuova dimora, l’attenzione si sposta ora sui lavori di ristrutturazione dello stabile di Palmoli, il cui completamento rappresenta un altro tassello imprescindibile per il ritorno dei figli. L’accordo, nel suo complesso, dimostra come le parti coinvolte stiano cercando, ciascuna con il proprio ruolo, una soluzione che coniughi le esigenze di protezione dei minori con il desiderio della famiglia di restare unita. La madre, Catherine, il cui riavvicinamento è atteso, rimane per il momento in attesa di sviluppi che dipenderanno dall’evolversi della situazione abitativa e dal giudizio dei magistrati.




