Famiglia nel bosco, perizia sui minori al via e una proposta di casa gratis mentre i genitori guardano all’Australia

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il nodo centrale dell’inchiesta giudiziaria che ha stravolto la vita della cosiddetta famiglia nel bosco di Palmoli, nel cuore del basso Chietino, si stringe attorno a due date segnate in rosso sul calendario del Tribunale per i minorenni dell’Aquila. Il 6 e il 7 marzo, infatti, i tre bambini, una femmina di otto anni e due gemelli di sette compiuti proprio in questi giorni, incontreranno la psichiatra incaricata di redigere la perizia psicologica, un passaggio tecnico considerato cruciale per fare luce sul loro stato emotivo e sul legame con i genitori, Catherine Birmingham e Nathan Trevallion, ai quali l’autorità giudiziaria ha sospeso la potestà genitoriale. Gli incontri avverranno nella casa famiglia di Vasto, la struttura protetta dove i minori vivono ormai dal 20 novembre del 2025 insieme alla madre, seppur con le limitazioni imposte dal provvedimento di allontanamento, mentre il padre può vederli solo tre volte a settimana. Una volta che lo specialista avrà completato questi colloqui, avrà a disposizione sessanta giorni di tempo per depositare la relazione conclusiva che, con le sue valutazioni, andrà a pesare in modo determinante sulle decisioni future dei giudici minorili.

Parallelamente al procedimento giudiziario, che mantiene la famiglia in una sorta di limbo affettivo e legale, si muovono iniziative di sostegno concreto che tentano di gettare un ponte verso un possibile ricongiungimento sul territorio italiano. Una fondazione del terzo settore, la “Pia Miramar Ets”, si è fatta avanti dichiarandosi disposta a farsi carico delle spese di locazione per un'abitazione situata a poca distanza da Palmoli, nella frazione dove Nathan Trevallion risiede da circa tre mesi. La proposta riguarda nello specifico la “Casetta di Nonna Gemma”, un immobile il cui affitto sarebbe garantito dall’ente beneficiario, stando a quanto riferito dai proprietari, Armando e Leonora Carusi, che hanno raccolto l'appello lanciato dalla madre dei bambini: un aiuto economico che, nelle intenzioni, potrebbe estendersi fino al raggiungimento della maggiore età dei tre figli, coprendo quindi un arco di tempo molto ampio, qualora se ne presenti la necessità e il nucleo familiare ottenga il via libera a riunificarsi.

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