Carburanti, nuovo record per il gasolio che sfonda quota 2,1 euro al litro sulla rete stradale
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Redazione Economia
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Il caro-carburanti non accenna a fermarsi e, anzi, negli ultimi giorni ha registrato una nuova, pesante accelerazione, tanto che il prezzo medio del gasolio in modalità self service ha superato la soglia psicologica dei 2,1 euro al litro sulla rete stradale nazionale, attestandosi a 2,107 euro secondo i dati dell'Osservatorio prezzi carburanti del Mimit di martedì 21 luglio. Sulla rete autostradale il diesel self costa 2,181 euro al litro, mentre la benzina, che sulla rete ordinaria si attesta a 1,942 euro, tocca quota 2,032 euro in autostrada.
Un incremento che segue il rialzo già registrato nella settimana precedente e che preoccupa non poco gli automobilisti italiani, costretti a fare i conti con un'escalation dei prezzi alla pompa destinata, verosimilmente, a proseguire nelle prossime settimane.
La corsa del diesel e il record dal 18 aprile
Il dato odierno del gasolio a 2,107 euro al litro rappresenta un nuovo picco per l'anno in corso e fa segnare un record che mancava dal 18 aprile scorso, quando il prezzo del carburante aveva toccato livelli simili per poi subire una leggera flessione.
La tendenza al rialzo, tuttavia, è ormai consolidata da diverse settimane e, come evidenziato dal rilevamento settimanale del Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) relativo al periodo fra il 13 e il 19 luglio, la benzina è cresciuta di 4,6 centesimi, arrivando a una media alla pompa (self-service) di 1,910 euro al litro, una cifra che, di fatto, anticipava l'attuale situazione, con il diesel che ha compiuto il balzo decisivo oltre la barriera dei 2,10 euro. La situazione, insomma, è in continua evoluzione e i rincari, come temuto, hanno trovato nuovo slancio.
Perché i prezzi continuano a salire? Il peso delle accise e la crisi internazionale
Le ragioni di questa impennata sono molteplici e vanno ricercate tanto sul fronte internazionale quanto su quello delle politiche fiscali interne. Da un lato, pesa l'andamento delle quotazioni del Brent, che si mantengono stabilmente attorno agli 83 dollari al barile, un valore che, di per sé, non lascia intravedere imminenti riduzioni dei costi alla fonte.
A questo si aggiunge la persistente instabilità geopolitica in Medio Oriente, con la crisi in Iran che rappresenta un elemento di forte incertezza per gli approvvigionamenti energetici e che, pertanto, continua a esercitare una pressione al rialzo sulle materie prime. Dall'altro lato, e questa è una questione che brucia nelle tasche degli italiani, c'è il nodo delle accise: il taglio introdotto in passato per calmierare i prezzi è scaduto ormai da qualche settimana, e il Governo, al momento, non ha annunciato alcuna intenzione di procedere con una nuova sforbiciata, come molti auspicavano.
L'assenza di un intervento statale, in un contesto già di per sé critico, ha di fatto lasciato campo libero ai rincari, che si sono riversati integralmente sul prezzo finale al consumatore.
Le differenze tra rete stradale e autostrada e il dato del GPL
Il divario tra i prezzi praticati sulla rete ordinaria e quelli in autostrada si conferma, come sempre, piuttosto significativo, con un aggravio per chi è costretto a rifornirsi lungo le tratte autostradali. Se il diesel self-service sulla rete stradale ha superato i 2,1 euro, in autostrada si viaggia verso quota 2,18, mentre per la benzina il gap è di quasi 10 centesimi, con il prezzo che passa da 1,942 a 2,032 euro al litro.
Un dato, quest'ultimo, che sottolinea come il costo del carburante sia ormai diventato una voce di spesa insostenibile per molte famiglie, specialmente in un periodo come quello estivo, caratterizzato da spostamenti e vacanze. In controtendenza, invece, l'andamento del GPL, che secondo gli ultimi rilevamenti sta registrando una flessione dei prezzi, unico segnale positivo in un panorama altrimenti dominato dai rincari.
L'impennata del gasolio, in particolare, rappresenta un campanello d'allarme per l'intero sistema economico, dal momento che il diesel è il carburante utilizzato dalla stragrande maggioranza dei mezzi pesanti per il trasporto merci, con inevitabili ripercussioni sui costi della logistica e, a catena, sui prezzi dei beni di largo consumo. Una spirale che rischia di aggravarsi ulteriormente se il trend rialzista dovesse proseguire anche nei prossimi giorni.




