Sospensione del decreto sui prezzi medi dei carburanti
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Redazione Interno
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Il Tar del Lazio ha dichiarato illegittima la disposizione che imponeva l'esposizione dei cartelli con i prezzi medi di benzina e diesel presso i distributori. Questa decisione è stata presa in seguito al ricorso presentato da Fegica (Federazione Gestori Impianti Carburanti e Affini) e Figisc (Federazione Italiana Gestori Impianti Stradali).
Il decreto, approvato il 31 marzo e entrato in vigore ad agosto, era stato fortemente sostenuto dal ministro per le Imprese e il made in Italy, Alfonso Urso. Tuttavia, il Tar del Lazio ha accolto il ricorso presentato dai sindacati Fegica e Figisc contro il decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (Mimit) che imponeva ai gestori delle stazioni di rifornimento l'esposizione dei prezzi medi regionali, e nazionali, dei carburanti.
Questa decisione potrebbe segnare la fine dei cartelli con i prezzi nelle stazioni di servizio. Infatti, il Tar del Lazio ha annullato il decreto del ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit), emanato il 31 marzo, in cui si specificavano le modalità di applicazione dell'obbligo per i gestori delle stazioni di servizio di esporre dal 1° agosto il prezzo medio nazionale dei carburanti accanto a quello praticato. Tale obbligo è stato predisposto dal decreto legge del 14 gennaio, convertito in legge il 10 marzo; la norma affida appunto al Mimit il compito di metterla in pratica.
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